Vertenza Gruppo Abate, sospesa la protesta di domani: lunedì incontro con Gruppo Arena (VIDEO)

 

Fuori i 40 lavoratori LTM dal deposito del Gruppo Roberto Abate, da ieri ufficialmente licenziati, dentro i dipendenti dell’azienda richiamati da altri settori per tamponare la situazione.

E’ un’immagine – documentata da un video del Corriere Etneo – che rattrista e suscita rabbia al tempo stesso e che dà le dimensioni del pateracchio occupazionale che sta provocando lo smantellamento dei supermercati di proprietà della società che fa capo ai tre figli del Commendatore Roberto Abate.
Per domani – sabato – è stata annullata la manifestazione di protesta prevista davanti al Famila di via Messina a Catania. L’appello “state buoni se potete”, lanciato da più parti, è stato accolto dai lavoratori LTM in attesa dell’incontro che si terrà lunedì alle ore 15.00 nella sede del Gruppo Abate alla presenza dei nuovi proprietari, il Gruppo Arena.
“La Fisascat Cisl – si legge in una nota del sindacato – ha chiesto un incontro all’azienda Abate finalizzato alla salvaguardia di tutti i livelli occupazionali senza mettere a rischio con proclamazioni di sciopero i lavoratori che sono coinvolti nei fitti di rami d’azienda, certa che si capisca la drammatica situazione che tutti stiamo vivendo confido nel vostro senso di responsabilità.
“Lunedì, al tavolo della trattativa, – spiega la nota della Fisascat – si chiederanno certezze a garanzie di quei lavoratori che non saranno coinvolti nel fitto di ramo d’azienda, tutele che la Fisascat ha esposto all’incontro tenutosi in Prefettura chiedendo di creare un tavolo di crisi per la Roberto Abate”.
Il tentativo, assai difficile, è quello di salvare il posto di lavoro dei 40 lavoratori della piattaforma della zona industriale di Catania, al momento tagliati fuori dal balletto di compravendite tra il Gruppo Abate e altre società che operano nella grande distribuzione siciliana.
Il quadro delle cessioni dei punti vendita di Abate non è ancora concluso ed è quasi certo che il numero dei dipendenti “tagliati fuori” aumenti nelle prossime settimane

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1 Comment

  1. La UILTUCS non voleva mettere a rischio nessun posto di lavoro proclamando lo sciopero! anzi credo volesse fare proprio gli interessi dei lavoratori! Sindacato no?

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