Catania, Alighieri e la ‘bella Trinacria’: all’Archivio di Stato incontro su ‘Dante e La Sicilia’

Catania, Alighieri e la ‘bella Trinacria’: all’Archivio di Stato incontro su ‘Dante e La Sicilia'

‘Dante e la Sicilia’, il tema della conferenza organizzata dal comitato catanese della Società Dante Alighieri e tenuta dal presidente, prof. Dario Stazzone, presso la sede dell’Archivio di Stato di Catania (ex Convento di S. Caterina al Rosario, via Vittorio Emanuele II, 156 ), in occasione del Dantedì.

Catania, Alighieri e la ‘bella Trinacria’: all’Archivio di Stato incontro su ‘Dante e La Sicilia'Nella giornata nazionale dedicata al Sommo Poeta – il 25 marzo, data fissata dai dantisti come l’inizio del viaggio oltremondano compiuto, nel 1300, da Dante e rappresentato nella ‘Commedia’ –, questo pomeriggio, alle ore 17:00, l’omaggio all’amore dell’Alighieri per la ‘bella Trinacria’, che egli proclamò come la sorgente della poesia volgare italiana: «Un rapporto forte che Dante mutuava dalla lettura dei classici, in primo luogo Virgilio e Ovidio», spiega, al Corriere Etneo, il prof. Dario Stazzone. Tanti i richiami alla nostra terra, da linguista e politico: «L’interesse di Dante era rivolto anche alla lingua siciliana e alla scuola poetica che ruotava attorno a Federico II di Svevia, come testimonia il “De vulgari eloquentia”».

Grande la considerazione che Dante ebbe del re imperatore, appartenente alla nobile famiglia degli Hohenstaufen, conosciuto con l’epiteto di ‘stupor mundi’ e incarnante l’ideale di guida politica idonea a stabilizzare la situazione italiana. Il pensiero politico del Sommo Poeta presenta, così, come importante componente quella della casata di Svevia: «La Sicilia di Federico II era considerata dal grande poeta la culla di quel sogno imperiale ch’egli aveva rappresentato nella “Monarchia”.

Questo spiega i versi della Commedia in cui si fa cenno a Federico II, il figlio Manfredi e la madre Costanza d’Altavilla», prosegue il prof. Stazzone.

Nel 2017, il giornalista e scrittore Paolo Di Stefano, in un editoriale sul Corriere della Sera, lancia la proposta di istituire una giornata in onore di uno dei più celebri scrittori dell’occidente e modello ispiratore, dovunque. L’idea viene accolta dal ministro della Cultura Dario Franceschini, che, «dopo aver sentito la stessa Società Dante Alighieri», nel 2020 istituisce il Dantedì, ricorrenza che «serve a ricordare, in Italia, il grande poeta che dell’Italia ebbe una visione chiara in termini geografici, linguistici e politici. Come fanno altre nazioni europee, è giusto che l’Italia ricordi il suo maggiore poeta», asserisce il prof. Dario Stazzone.

Una celebrazione essenziale per la città di Catania, che – conclude il prof. Stazzone –, «dal 1895 è sede di un comitato prestigioso della Società Dante Alighieri, di cui è stato presidente anche Federico De Roberto. Prima ancora esisteva una Società Dantesca che vantava soci in ogni parte del mondo. Nel nostro ateneo hanno insegnato insigni dantisti. Ci muoviamo dunque nel solco di un’antica tradizione di studio ed esegesi dantesca».

Emanuela La Mela

Riguardo l'autore Emanuela La Mela

“Scienziata” della comunicazione e storica, nasce in un afoso agosto tropicale, poco prima della caduta del muro di Berlino. Cyndi Lauper e il jolly invicta resteranno sempre parte di lei. Nella vita si occupa di editing, correzione di bozze e giornalismo. Scrive di musica e cinema dal 2012. Non riesce a smettere di guardare Chi l’ha visto? e ama le cinéma français.

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