I fidanzatini di Trecastagni in “trasferta” a Catania ma per spacciare

I fidanzatini di Trecastagni in "trasferta" a Catania ma per spacciare

CATANIA – Non una fuga romantica, ma una vera e propria trasferta di lavoro. Si è conclusa davanti al giudice la “vacanza” di due giorni a Catania di una giovane coppia, sorpresa dalla Polizia di Stato mentre spacciava droga nei pressi della Stazione Centrale di Catania.

I protagonisti della vicenda sono un 27enne e la sua compagna 22enne, entrambi residenti a Trecastagni. Il loro “punto vendita” era un’auto parcheggiata nelle vicinanze della stazione, dove una pattuglia delle Volanti li ha notati mentre si avvicinavano con fare circospetto a due ragazzi di 19 anni.

Parole sussurrate, sguardi guardinghi e movimenti rapidi hanno insospettito gli agenti, che sono intervenuti immediatamente. Gli accertamenti sul posto hanno confermato i sospetti: i due stavano cedendo bustine di plastica contenenti marijuana. La successiva perquisizione dell’auto ha fatto emergere il quadro completo della “trasferta”: nel marsupio della coppia sono state trovate 17 dosi di marijuana, per un peso complessivo di 64 grammi, oltre a più di 700 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio.

La droga nascosta a Trecastagni

Dichiaratisi in città “per piacere”, i due hanno visto però l’intervento degli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico estendersi fino alla loro abitazione di Trecastagni. Qui, all’interno di un mobiletto del televisore in cucina, i poliziotti hanno rinvenuto altri 96 grammi di marijuana.

Il bilancio finale dell’operazione è di circa 160 grammi di sostanza stupefacente sequestrata.

Arresto, domiciliari e obbligo di firma

La coppia è stata arrestata in flagranza per spaccio di sostanze stupefacenti in concorso (nel rispetto della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva). In un primo momento i due sono stati condotti in carcere; successivamente, su disposizione del Pubblico Ministero, sono stati posti agli arresti domiciliari in attesa del giudizio per direttissima.

Il giudice, dopo aver convalidato gli arresti, ha disposto una misura meno afflittiva ma comunque restrittiva: per entrambi è scattato l’obbligo di presentazione periodica alla Polizia Giudiziaria, con obbligo di firma.

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