CATANIA – «Ormai i fronti lavici stanno fermi e si stanno raffreddando, il tempo è peggiorato e peggiorerà ancora. Ecco un breve requiem dopo questi giorni di follia e idiozia». È un intervento duro, affidato ai social, quello del vulcanologo :contentReference[oaicite:1]{index=1}, che ha criticato apertamente le ordinanze emesse dopo gli ultimi fenomeni eruttivi dell’:contentReference[oaicite:2]{index=2}.
Behncke precisa di scrivere «non in veste di vulcanologo dell’Ingv, ma da privato», sottolineando come, tra tutte le eruzioni degli ultimi anni, «non ce n’è stata una altrettanto innocua, simpatica e poco pericolosa».
Nel mirino dell’esperto finiscono i provvedimenti restrittivi che hanno disposto anche il divieto totale di accesso alle aree interessate dalla colata: «Non so che diavolo ha preso chi ha considerato utile rilasciare queste ordinanze, in un territorio che avrebbe bisogno di ben altri interventi per fare un servizio alla comunità e a questo ambiente che ci ospita e che ci nutre».
Secondo il vulcanologo, le misure avrebbero colpito indistintamente anche chi conosce bene la montagna: «Il divieto totale riguarda anche chi conosce l’Etna, compresi i geologi se non in servizio, impedendo l’accesso a una colata di lava completamente innocua».
Behncke indica inoltre quelle che, a suo avviso, sarebbero state le soluzioni più corrette: «Organizzare un sistema di segnaletica per marcare il sentiero, per evitare che la gente si perda in terreno sconosciuto, e personale delle forze dell’ordine non per bloccare indiscriminatamente, ma per garantire la sicurezza delle persone in cammino».
L’effetto delle ordinanze, secondo l’esperto, sarebbe stato anche quello di scoraggiare il turismo: «Ho già saputo di diverse persone che avevano intenzione di visitare l’Etna e hanno deciso di non farlo quando hanno compreso la situazione».
Una critica che si fa ancora più netta quando Behncke parla di «decisioni poco ponderate, governate da pigrizia e paura di prendersi responsabilità», auspicando però che l’esperienza possa servire per il futuro: «Ora sta a tutti noi lavorare per soluzioni migliori, perché questa eruzione e la risposta delle autorità non si trasformi in un lutto».
Il post si chiude con una dichiarazione che è anche una presa di posizione culturale e civile. «Lotto per la libertà di esplorare, conoscere e godersi la montagna che ha creato e ancora sta creando la terra dove viviamo – scrive il vulcanologo tedesco, che da anni ha scelto Catania come luogo di lavoro – il più fantasioso, versatile e affascinante vulcano su questo pianeta».
