Palermo – «Il sistema che ha portato all’approvazione del mio emendamento fake non è accettabile». Con queste parole il deputato regionale e leader di Controcorrente Ismaele La Vardera annuncia di aver scritto al presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gaetano Galvagno, per denunciare le criticità del metodo con cui vengono esaminati e approvati gli emendamenti alla legge finanziaria.
Secondo La Vardera, l’iniziativa aveva un obiettivo preciso: dimostrare come «ogni singolo deputato possa fare quello che vuole durante la finanziaria», una situazione che – sottolinea – «non è ammissibile, perché si tratta di soldi dei cittadini». Il parlamentare regionale punta il dito contro le cosiddette sedute fiume, che non consentirebbero un’adeguata verifica dei contenuti inseriti negli emendamenti in tempi congrui.
«Non è più tollerabile – afferma – che per un tema così delicato si lavori fino a notte fonda senza la possibilità reale di controllare cosa viene approvato». Da qui la richiesta di un cambio di passo: La Vardera propone che le sedute dedicate alla finanziaria non vadano oltre le ore 23, prevedendo eventualmente il rinvio al giorno successivo.
Tra le proposte avanzate nella lettera a Galvagno anche l’istituzione di un pool di verifica delle norme, incaricato di segnalare eventuali disposizioni «anomale o incomprensibili» e di chiedere chiarimenti puntuali ai proponenti. «Quando si parla di risorse pubbliche – ribadisce – serve trasparenza assoluta».
Lo stesso La Vardera ha inoltre comunicato al presidente dell’Ars di aver depositato un emendamento correttivo che modifica quello fake, destinando il milione di euro inizialmente impegnato a un intervento concreto sul Comune di Palermo, in particolare per il miglioramento del quartiere ZEN.
«Sono sicuro – conclude – che Galvagno prenderà in considerazione queste proposte di buon senso. L’attuale sistema di spartizione consente ai deputati di inserire norme ad hoc senza controlli adeguati. Quando si tratta di soldi pubblici, tutto questo non è ammissibile».
