Processo Galvagno: il 4 maggio a Palermo l’udienza con rito immediato. Accuse di corruzione e peculato

Processo Galvagno: il 4 maggio a Palermo l'udienza con rito immediato. Accuse di corruzione e peculato

È stata fissata al 4 maggio l’udienza davanti alla terza sezione del Tribunale di Palermo per il processo a Gaetano Galvagno, presidente dell’Assemblea regionale siciliana.
I legali dell’esponente politico hanno chiesto e ottenuto il giudizio immediato, saltando l’udienza preliminare prevista per il 21 gennaio. «L’obiettivo è fare chiarezza il prima possibile», spiegano i difensori.

Le accuse

Il procedimento nasce da un’inchiesta della Procura di Palermo, che contesta a Galvagno i reati di corruzione, peculato e falso ideologico.

Il rinvio a giudizio è stato chiesto anche per cinque persone, tra cui l’ex portavoce Sabrina De Capitani, l’imprenditrice Caterina Cannariato e l’ex autista del presidente Roberto Marino, che ha a sua volta presentato istanza di ammissione al giudizio immediato.

I finanziamenti contestati

Secondo i pm, Galvagno e De Capitani avrebbero piegato interessi pubblici a vantaggio di soggetti privati, in particolare della Cannariato, rappresentante in Sicilia della Fondazione Marisa Bellisario e vicepresidente della Fondazione Tommaso Dragotto.

Tra gli episodi contestati:

  • 11 mila euro per un’apericena legata all’evento “Donna, Economia e Potere” (Palermo, ottobre 2023), finanziata dalla Presidenza dell’Ars e realizzata dalla Fondazione Bellisario;

  • 15 mila euro dalla Presidenza dell’Ars e 12.200 euro dalla Fondazione Federico II per l’evento “La Sicilia per le donne” (Palermo e Catania, 25 novembre 2023), a favore della Fondazione Tommaso Dragotto;

  • 100 mila euro inseriti nella legge di bilancio 2023, durante una seduta presieduta dallo stesso Galvagno, per l’evento “Un Magico Natale” edizione 2023;

  • 98 mila euro nella legge di bilancio 2024, sempre per “Un Magico Natale” edizione 2024.

In cambio, secondo l’accusa, Galvagno avrebbe ottenuto utilità personali, tra cui un incarico di consulenza legale dalla A&C Broker srl (società riconducibile alla Cannariato) per la cugina Martina Galvagno, e la nomina di Franco Ricci, compagno della De Capitani, nel Cda della Sicily By Car spa.

Auto di servizio e rimborsi

A Galvagno e a Marino viene contestato anche il peculato per l’uso a fini privati dell’auto di servizio, un’Audi A6, che sarebbe stata utilizzata per circa 60 volte per esigenze personali del presidente, dell’autista, della segreteria e dell’ufficio di gabinetto.

Infine, Galvagno e Marino rispondono anche di truffa e falso: l’ex autista avrebbe dichiarato e fatto vidimare decine di missioni mai effettuate, incassando circa 19 mila euro tra rimborsi spese e diarie.

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