Nemmeno Luigi Pirandello avrebbe potuto mai immaginare uno scenario così imprevedibile sull’emendamento “La Vardera” che fa tanto discutere in questi giorni e che ha messo in subbuglio i parlamentari dell’Assemblea Regionale Siciliana (tutti) e gli uffici incaricati della verifica normativa. Grottesco è dire poco e le valutazioni dell’opinione pubblica stanno inondando i social. Non mancano quelle della politica.
La Vardera propone e si fa approvare, un emendamento – che lui dichiarerà dopo una fake – che recita così: “È autorizzata, per l’esercizio finanziario 2026, la spesa di 1.000 migliaia di euro in favore dei comuni che, sulla base della documentazione trasmessa dagli enti all’Assessorato regionale delle autonomie locali e della funzione pubblica entro il 31 dicembre 2025 risultano dotati di ‘ambiti di coordinamento territoriale intersettoriale’ istituiti nell’ambito dei piani comunali di assetto organizzativo.”
Siamo di fronte a un caso surreale ma emblematico. E gli sviluppi di queste ore lo confermano. L’emendamento – finto – sollecita a una riflessione più ampia e articolata; individua diversi livelli interpretativi, con delle ricadute applicative che afferiscono alla creatività politica. La Vardera ci offre l’opportunità di riflettere su questioni delicate: il linguaggionormativo, la validazione delle idee, lo strumento della provocazione, l’attribuzione delle responsabilità, la malizia politica, la capacità di comprendere un testo e magari c’è dell’altro.
Dopo una prima fase di demonizzazione strumentale del Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, come se fosse la causa di tutto, dopo il linciaggio mediatico organizzato ad arte, si profilano altre possibili curvature. Da quelle dello stesso La Vardera che viene interpretato in forma esegetica da molti politici e amministratori. Lo stesso La Vardera, con una capriola carpata con triplice salto mortale, riesce a ricanalizzare le risorse sul quartiere Zen di Palermo (forse era l’obiettivo originario) attraverso un emendamento tardivo. La Vardera ottiene il massimo: porta le risorse dove voleva,come fanno tutti i deputati regionali (ex mancette), fa la morale al Presidente dell’Ars, conquista i riflettori mediatici nazionali, propone di non fare tardi nelle sedute parlamentari (non oltre le 23.00) e scatena la caccia al milione di eurosenza casa. Tutto questo attraverso “uno scherzetto” sullo stile “giamburrasca” che la gente semplice capisce poco.Direi geniale se non fosse per la drammaticità della situazione, ma ha costretto tutti a riflettere.
La Galla – sindaco di Palermo – lo perdona, ringrazia e pretende le risorse per lo Zen; Mancuso – Presidente Unione dei Comuni Val Simeto Etna – lo ringrazia e batte cassa, la norma finanziaria emendata è efficace ed è rivolta ai comuni. Quindi riepilogando, La Vardera dichiara il pesce d’aprile, La Galla usa il pentimento tardivo al pesce d’aprile e Mancuso alza il dito e dice presente. Commedia o tragedia? Il milione di euro più famoso della Regione Siciliana.
Michele Ainis e Vittorio Sgarbi, autori de” La Costituzione e la bellezza” – edito da La nave di Teseo – ci ricordano lo stretto legame tra letteratura e diritto; esaltano la qualità della scrittura dei padri costituenti che avevano la necessità di chiarezza. Quanta di questa chiarezza e unicità interpretativa è contenuta oggi nelle nostre norme? Spesso sembrano un labirinto letterario, funzionale per curvare a piacimento la norma stessa.
E che dire della validazione dei progetti, delle idee, delle proposte? Si possono avere risorse per le aree rurali e presentare progetti per i monumenti in città; oppure fondi per le periferie urbane e destinarli alle aree rurali. Norma certa, interpretazione creativa. Siamo sommersi da questi casi; eppure, nessuno pone la questione, altro che deputati regionali.
Ma è possibile farsi gioco delle istituzioni ? Non si poteva dire la stessa cosa, denunciando le criticità, senza prendersi beffa di un intero parlamento? Perché ad approvare l’emendamento sono stati gli uffici regionali, il governo e tutti i deputati. Secondo i dati OCSE un 35-37% di adulti sono incapaci di comprendere testi articolati. Le criticità sono più marcate al Sud, ma esistono problemi anche in altre aree.
Ma più che La Vardera, che si ridimensiona maliziosamente e scivola verso lo Zen, risultano geniali La Galla e Mancuso. Entrambi giocano la loro partita: il primo sfrutta la marcia indietro sull’emendamento, non è interessato alla provocazione, il cortocircuito istituzionale; passa avanti e “acchiappa”; il secondo si cimenta in un lavoro esegetico sul testo e riesce a scovare la parte “utile” a favore dei comuni (provocazione, oppure opportunismo?). Rimane ancora aperta una questione: chi ha il compito di validare le proposte (progetti, norme, idee, ecc.)? Non solo al Parlamento regionale siciliano.
Altrove è diverso? Ma dico veramente, siamo sicuri che sappiamo ancora scrivere e interpretare correttamente oppure siamo già immersi nell’era dell’analfabetismo funzionale? E sappiamo dire senza vergogna: non ho capito. Siamo così presi dalla necessità di essere all’altezza che non riusciamo a dire: non capito, spiegati meglio.
Ma la gente, al netto dello spettacolo, vuole sapere, chi pagherà questi scherzetti tra politici? Cosa ne sarà della credibilità delle istituzioni? (questo è un tema che si fa finta di non percepire). Sembriamo già in campagna elettorale e le figure riemergono dal palcoscenico e qualcuno gioca al tiro a segno per comodità e per nascondere le maschere.
Che fine farà il milione di euro, per adesso sospeso? Destiniamolo alla fornitura di libri nelle biblioteche scolastiche della Regione Siciliana, facciamo leggere di più i nostri ragazzi. Che ne dice La Vardera, La Galla e Mancuso(quest’ultimo non è folle, se pensiamo ai SIRU, GAL, ecc.)?
Oppure finanziamo nuove progettualità culturali delle comunità giovanili siciliane, divise equamente tra tutte le province, agevolando le comunità informali che non hanno mai attinto a fondi pubblici, premiamo i progetti più innovativi per l’autoimprenditorialità. Lancio la sfida!
