Bimbo lasciato a piedi nella neve, le scuse dell’autista agrigentino: “Il cuore mi fa male”. E per il ragazzo un ‘premio’ da sogno

Bimbo lasciato a piedi nella neve, le scuse dell'autista agrigentino: “Il cuore mi fa male”. E per il ragazzo un 'premio' da sogno

«Sono state disposizioni aziendali, ma mi fa male il cuore per il bambino, era stata una giornata stressante e non ci ho ragionato». A Studio Aperto Salvatore Russotto, l’autista de La Linea, racconta il gesto che lunedì scorso lo ha portato a lasciare a terra, sotto la neve, un undicenne. Per il conducente, originario di Agrigento ma nel Bellunese da quarant’anni e ora sospeso dal servizio, «l’azienda cerca un capro espiatorio».

La vicenda ha avuto luogo tra San Vito e Vodo di Cadore, in provincia di Belluno. «Gli ho detto che quel biglietto non era valido – aveva raccontato Russotto al Gazzettino – che doveva pagare con il bancomat oppure avere l’abbonamento. E lui è sceso, questione di un minuto».

Una decisione presa, spiega, seguendo ordini precisi: «L’azienda ci aveva dato disposizioni chiare: invitare a scendere chiunque non avesse il titolo di viaggio valido. Non ci hanno detto nulla sui minorenni che vanno fatti salire comunque».

Il rimorso, però, è stato immediato e profondo: «Sono mortificato, ho commesso un grave errore. Non ci ho dormito tutta la notte. A mente fredda gli avrei pagato io il biglietto piuttosto di saperlo in giro con la neve».

L’autista si rivolge anche alla famiglia: «Se potessi incontrarla mi scuserei, anche in ginocchio. Non ho ragionato, dopo tutta la tensione accumulata. Ho deciso di parlare non per giustificarmi – precisa –, ho sbagliato e pagherò. Ma volevo far capire che dietro quanto accaduto c’è una situazione di disagio molto forte. Accetterò tutte le conseguenze».

Dall’episodio negativo, però, nasce un riconoscimento inaspettato per il giovane protagonista. Riccardo, il ragazzino di 11 anni costretto a una camminata estenuante di sei chilometri sotto la neve, è stato infatti invitato a prendere parte alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026.

La conferma è arrivata direttamente al telefono alla madre del bambino. «Pensavo fosse lo scherzo di qualche burlone – ha riferito – e stavo per chiudere la chiamata. Dall’altro capo ho sentito: “Sono Giovanni Malagò e volevo invitare suo figlio Riccardo a presenziare all’apertura delle Olimpiadi di Milano Cortina”. Le sue parole poi mi hanno convinto che era tutto vero».

Un “premio” che trasforma una spiacevole esperienza in un ricordo indelebile per il giovane.

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