Venezuela, liberato dopo 423 giorni il cooperante italiano Alberto Trentini: con lui anche l’imprenditore torinese Mario Burlò

Venezuela, liberato dopo 423 giorni il cooperante italiano Alberto Trentini: con lui anche l'imprenditore torinese Mario Burlò

Oggi, dopo una detenzione di oltre un anno in Venezuela, il cooperante italiano Alberto Trentini è tornato libero assieme all’altro connazionale rilasciato, l’imprenditore torinese Mario Burlò. Trentini ha vissuto un calvario durato 423 giorni, dopo essere stato arrestato il 15 novembre 2024, circa tre settimane dopo il suo arrivo nel Paese per una missione umanitaria con la ong francese Humanity and Inclusion.

Dopo la laurea in Storia a Ca’ Foscari e il servizio civile, Trentini si era specializzato come assistente umanitario a Liverpool e aveva conseguito un master in sanificazione dell’acqua a Leeds, decidendo poi di portare le sue competenze sul campo. Prima di arrivare in Venezuela nell’ottobre 2024, aveva maturato oltre dieci anni di esperienza internazionale in Paesi come Perù, Ecuador, Paraguay, Bosnia, Etiopia, Nepal, Grecia e Libano.

In Venezuela Trentini è stato fermato a un posto di blocco mentre si stava recando per una missione dalla capitale Caracas a Guasdualito, nello Stato di Apure, e da allora è stato detenuto nel carcere di El Rodeo, uno dei più duri del Paese, senza che le accuse a suo carico fossero mai rese note dalle autorità.

In Italia la sua vicenda era diventata un caso seguito con apprensione da media, società civile e istituzioni. Nel corso della detenzione Trentini ha potuto parlare con la famiglia solo tre volte: la prima telefonata è avvenuta il 16 maggio 2025, circa sei mesi dopo l’arresto, seguita da contatti successivi nel luglio e nell’ottobre dello stesso anno. In quei brevi momenti Trentini aveva rassicurato i suoi genitori sulle sue condizioni, esprimendo il desiderio di tornare presto in Italia.

Nel corso del 2025 il Governo italiano si era più volte impegnato pubblicamente nel sollecitare la liberazione: nel mese di aprile la presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva contattato telefonicamente la madre di Trentini, mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani aveva nominato un inviato speciale della Farnesina per seguire il caso dei detenuti italiani in Venezuela.

La situazione si è sbloccata nei giorni scorsi in seguito a sviluppi politici nel Paese latinoamericano. All’alba di oggi il ministro Tajani ha annunciato che il governo venezuelano ha liberato Alberto Trentini insieme a Mario Burlò e che entrambi sono ora in sicurezza presso l’Ambasciata d’Italia a Caracas, in attesa di rientrare in patria con un volo già partito da Roma.

Le autorità italiane, a partire dalla premier Meloni e dal ministro Tajani, hanno espresso soddisfazione per la notizia, sottolineando la collaborazione con le controparti venezuelane e ringraziando quanti si sono spesi con impegno per il ritorno dei connazionali. La famiglia di Trentini ha definito la liberazione “la notizia che aspettavamo da 423 giorni”, esprimendo gratitudine per il sostegno ricevuto ma chiedendo rispetto per la riservatezza in questo delicato momento di ricongiungimento.

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