CATANIA – Un uomo di 50 anni, residente a Catania, è morto giovedì 9 gennaio al Policlinico universitario “G. Rodolico – San Marco”, dove era ricoverato da alcuni giorni per una gravissima insufficienza respiratoria.
Sulle cause del decesso sono in corso verifiche per stabilire se il caso sia riconducibile alla cosiddetta “influenza K”, una variante del virus influenzale A/H3N2.
A confermare l’attenzione delle autorità sanitarie è stata l’assessore regionale alla Salute Daniela Faraoni, che all’agenzia Adnkronos ha dichiarato:
«Stiamo facendo le dovute verifiche».
In una nota ufficiale, l’Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico “G. Rodolico – San Marco” ha ricostruito quanto accaduto:
«Il paziente, un uomo di 50 anni, è deceduto nell’unità di Anestesia e Rianimazione dell’edificio 8 del presidio Rodolico mentre era sottoposto a trattamento ECMO, a seguito di una gravissima forma di insufficienza respiratoria che dai prelievi effettuati è risultata correlata ad un virus respiratorio di tipo A, in particolare un sottotipo H3, ultima variante isolata di ceppo influenzale. Al momento è impossibile affermare che si tratti della variante K».
Secondo la ricostruzione clinica, il paziente era arrivato il 5 gennaio al Pronto soccorso dell’ospedale San Marco in crisi respiratoria e in arresto cardiaco. I sanitari lo hanno immediatamente intubato e sottoposto a prelievi per individuare un’eventuale infezione virale.
Vista la gravità delle condizioni, è stato trasferito al Policlinico per il trattamento in ECMO, una tecnica di supporto vitale avanzato per i casi di insufficienza respiratoria e cardiaca più gravi. Nonostante le cure, l’uomo è deceduto il 9 gennaio, dopo due arresti cardiaci.
🦠 Cos’è la cosiddetta “variante K”
La “variante K” non è una definizione ufficiale in virologia, ma viene usata per indicare un sottoclade del virus influenzale A/H3N2, caratterizzato da una maggiore capacità di diffusione e, in alcuni casi, da una parziale evasione della risposta immunitaria generata da vaccini o infezioni precedenti.
I sintomi sono simili a quelli dell’influenza stagionale – febbre, tosse, dolori muscolari, affaticamento – ma possono risultare più intensi e prolungati, soprattutto nei soggetti fragili o non vaccinati. La sua circolazione, insieme ad altri lignaggi di H3N2, è ritenuta una delle cause dell’aumento dei casi gravi registrati in questa stagione.
Le autorità sanitarie continuano a monitorare la situazione per chiarire se il caso di Catania sia riconducibile a questo specifico sottotipo.
