Catania, a scuola un viaggio nel tempo tra i mestieri scomparsi della Sicilia

Catania, a scuola un viaggio nel tempo tra i mestieri scomparsi della Sicilia

Recuperare il valore delle tradizioni, degli usi e dei costumi di un tempo, facendo conoscere agli studenti i mestieri ormai scomparsi. È questo l’obiettivo del progetto “Antichi mestieri”, promosso dall’Assessorato alla Pubblica Istruzione, che ieri ha fatto tappa nell’Istituto comprensivo Pizzigoni‑Carducci con un incontro partecipato e coinvolgente.


Il racconto di Antonio Sozzi: lavori umili, storie di dignità

Gli alunni hanno compiuto un vero e proprio viaggio nel passato grazie al racconto dello scrittore Antonio Sozzi, autore del libro Antichi mestieri.

L’opera è dedicata a uomini e donne che, oltre un secolo fa, in un contesto di estrema povertà, svolgevano lavori faticosi e umili, oggi quasi del tutto soppiantati dalla tecnologia, ma fondamentali per la sopravvivenza delle comunità.


Il confronto tra ieri e oggi

«Abbiamo potuto constatare l’interesse e l’emozione di queste ragazze e di questi ragazzi per la scoperta di un mondo “lontano”», ha sottolineato l’assessore Guzzardi.
«Un progetto che permette un confronto costruttivo tra un presente iper-tecnologico e un passato privo dei nostri strumenti, ma permeato di valori che non possiamo permetterci di perdere».

Un messaggio forte, che invita le nuove generazioni a guardare alla storia non come a qualcosa di superato, ma come a una radice culturale ancora viva.


Mestieri scomparsi, memoria viva

Sozzi, socio fondatore del Circolo letterario Pennagramma, ha acceso i riflettori sulle antiche tradizioni siciliane e su numerosi mestieri di un tempo:
dal seggiolaro all’ombrellaio, dallo scarparo al cuntastorie, restituendo ai giovani un vivido spaccato di una società ormai lontana, ma che rappresenta il fondamento dell’identità culturale siciliana.


Le scuole e le istituzioni coinvolte

All’incontro erano presenti il dirigente scolastico Fernando Rizza, il direttore comunale della Pubblica Istruzione Fabrizio D’Emilio e la responsabile delle attività parascolastiche Elena Granata.

Hanno aderito al progetto gli istituti:

  • Battisti

  • Brancati – Deledda/Coppola

  • Pizzigoni-Carducci

  • San Giovanni Bosco

  • Diaz-Manzoni

  • Giuffrida

  • Musco

Un’adesione ampia che conferma il valore educativo dell’iniziativa.


Tradizione come strumento educativo

Il progetto “Antichi mestieri” si conferma così un’importante esperienza di educazione alla memoria, capace di unire scuola, territorio e cultura, aiutando gli studenti a comprendere che il futuro si costruisce anche attraverso la conoscenza del passato.

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