CATANIA – Il violento maltempo che ha colpito la Sicilia orientale nella scorsa settimana, con piogge torrenziali, allagamenti e raffiche di vento riconducibili al passaggio dell’uragano Harry, sta mettendo in seria difficoltà il comparto agrumicolo della provincia di Catania.
A lanciare l’allarme è Aurelio Pannitteri, presidente di Op Rosaria e titolare, insieme al fratello Salvatore, della Pannitteri & C. Srl, realtà di riferimento nel panorama agrumicolo regionale.
Secondo le prime stime, il bilancio dei danni è drammatico:
«Le perdite di produzione potrebbero arrivare dal 50 al 100% del raccolto», afferma Pannitteri, spiegando che la situazione è ulteriormente peggiorata dagli eventi dell’ultimo fine settimana, che hanno provocato la caduta a terra di grandi quantitativi di frutta ormai prossima alla raccolta.
A preoccupare non è soltanto la perdita immediata del prodotto. Gli allagamenti prolungati negli agrumeti rischiano infatti di compromettere anche la qualità dei frutti rimasti sulle piante e la tenuta stessa degli agrumeti, con conseguenze che potrebbero protrarsi ben oltre l’attuale campagna.
«La situazione è grave ed è sotto gli occhi di chiunque venga a vedere cosa è realmente accaduto – dichiara Aurelio Pannitteri – eppure si parla poco di Catania. Luca Sammartino, assessore all’Agricoltura e vicepresidente della Regione, non può limitarsi alle dichiarazioni: deve venire sul territorio e rendersi conto direttamente dei danni subiti dagli agricoltori».
Nel mirino dell’imprenditore anche il silenzio mediatico che circonda l’emergenza agricola:
«Si parla di mare, turismo e ristoranti, ma anche l’agricoltura è in ginocchio».
Il danno, sottolinea Pannitteri, non è solo produttivo ma economico e sociale.
«Alcuni associati riescono a resistere grazie a coperture assicurative adeguate – spiega – ma chi non ha la forza economica per sostenere questi costi oggi è in enorme difficoltà».
A peggiorare il quadro c’è una situazione di mercato definita “insostenibile”:
«Un mercuriale fermo a 30 centesimi al chilo è scandaloso, cifre che non si vedevano da quarant’anni. È evidente che, alla luce dei danni subiti, la campagna agrumicola sarà inevitabilmente più corta».
Un’emergenza che rischia di colpire duramente uno dei settori identitari dell’economia etnea, con ripercussioni su occupazione, reddito e tenuta del tessuto produttivo locale, se non arriveranno interventi rapidi e concreti da parte delle istituzioni regionali e nazionali.
