A connotare il contenuto dell’articolo, il quesito di base: dare spazio al depistaggio informativo o aringa rossa (red herrings), nel mondo della comunicazione postmoderna, assimilabile, quando in buona, come in cattiva fede, all’incapacità di distinguerlo dai fatti accaduti, o alla volontà di favorirlo, non equivale a liquidare i diritti dei cittadini, di più, a violare la libertà di espressione? Esattamente il contrario di chi sostiene la legittimità di ricorrere a qualsiasi mezzo pur di ingannare la percezione di massa, oscurando l’informazione in presenza di eventi da cui dipende il destino di popoli, di nazioni, di individui?
Tra potere e finzione la relazione di reciprocità è sbocciatapresto, fin dal primo apparire dell’uomo sulla faccia della terra, se si dovesse dare retta ai tanti racconti contenuti nella Bibbia cattolica, segnatamente nell’Antico Testamento, uno tra tutti il fatidico quesito posto da Dio a Caino (Genesi 4,9): Dov’è Abele, tuo fratello? Dalla replica del fratricida: Non lo so. Sono forse il guardiano di mio fratello? Da quel momento, la menzogna oscuròla realtà, instaurando la relazione tossica per antonomasia tra l’uomo e l’effettualità, ovvero il modo di esistere del genere umano nelle pieghe del mondo.
Con l’avanzare della postmodernità, la contestazione studentesca del Sessantotto parigino, gridò in faccia alle convenzioni imperanti, abbarbicate alla mediocrazia, lo slogan, la fantasia al potere, il traguardo massimo dove sarebbe arrivato il prodotto dell’immaginazione contro il conformismo codino.
All’onesta finzione, così definita da Umberto Eco nella versione letteraria, si sarebbe approdato più tardi, dopo avere sperimentato la sospensione dell’incredulità del lettore in favore del narrato, grazie al patto stipulato con l’autore. Naturalmente tutto all’opposto rispetto ai falsi storici o alle teorie del complotto,giocate sulla manipolazione dell’accaduto a vantaggio delladominazione del mendacio da instaurare su uomini e cose.
Sul finire degli anni Settanta del secolo scorso, prima della pubblicazione del saggio di Eco, Lector in fabula, venne tradotto e dato alle stampe, in Italia, uno scritto erudito di un critico letterario americano, Lionel Trilling, connazionale di Donald Trump. Sia detto per inciso, il docente della Columbia University non immaginava, allora, di avere, in seguito, il privilegio del tycoon, presidente. A saperlo, sarebbe corso a chiedere asilo politico in Europa, per sfuggire ai tentacoli del ridicolo, di cui si va sempre più ammantando l’America. Nondimeno fondamentale al riguardo, la monografia di Lionel Trilling, Sincerità e autenticità, già al momento della sua comparsa in libreria per i timbri di Moretti & Vitali, metteva in risalto la marginalizzazione della sincerità nel contesto della cultura europea, cedendo campo all’autenticità, di matrice molto americana. Si trattava del preludio, meglio della tendenza, sfociata, ai nostri giorni, nella resa della finzione autentica, in grado di dare senso al caos della vita, come indicato letterariamente da Eco, a guadagno della post-verità, dove emozioni e reazioni all’evento sostituiscono, in barba a qualsiasi oggettività, i fatti.
Approdiamo così all’America di oggi, anzi a quella di ieri, del 2022, quando l’Heritage Foundation, una associazione promossa e finanziata da plutocrati ebrei-americani, unica nel suo genere per la convergenza di elementi ideologici della destra estrema con valori giudaico-cristiani, ha istituito un think tank per elaborare,Project 2025. Presidential transition. Mandate for leadership. The conservative promise. In estrema sintesi, un manuale per la rifondazione dell’America, basato, secondo i compilatori, sulla transizione dal deleterio governo liberale al traguardo degli United States, in salsa reazionaria. Ammesso, ci si voglia fermare là, giacché l’attuale classe dirigente statunitense al potere opera per reprimere nel sangue qualsiasi dissenso abbia a esprimersi, nell’ambito nazionale, a fronte del programma vincente nelle ultime elezioni di Make America Great Again. Si entra così nelrecinto minato della comunicazione, di cui al film di Elio Petri del 1972, Sbatti il mostro in prima pagina, protagonista un impareggiabile Gian Maria Volontè. Considerata l’accertata presenza del mostro, altresì verificati gli obiettivi di tagliare i fondi alle università, cacciare via gli immigrati, abolire l’aborto e perseguitare lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT),utilizzare gli assaltatori di Capitol hill, arruolati, nella Immigrationand custom enforcement, dopo aver loro concesso la grazia, vale a dire, liberati dalla prigione dove stavano richiusi, affidando aquesta milizia il compito di controllare le città, con licenza di uccidere, il principale quesito da rivolgere al quarto poterepotrebbe scadere nella interrogativa retorica, è ancora il caso di parlare a ogni piè sospinto di Trump, dell’America attuale, in procinto di trasformarsi in una inadeguata teocrazia, delle smargiassate del presidente americano? Peggio, se come sta scritto nel Project, il governo dovrà ricorrere a qualsiasi diversivo per distogliere lo sguardo della pubblica opinione dalle modifiche costituzionali introdotte dall’amministrazione Trump, attraverso l’uso di specchi per le allodole, Voglio la Groenlandia oppure, rivolto al senato, pubblicate pure il carteggio tra me ed Epstein, noi, giornalisti, siamo, dunque, propensi a facilitare questo disegno di stravolgimento e involuzione della realtà oppure abbiamo il dovere deontologico i contrastarlo?
Mentre il pezzo è in via di completamento, giungono due dispacci dagli Stati Uniti, l’uccisione di un cittadino di 37 anni operata da uomini mascherati della cosiddetta Ice, appena citata, a Minneapolis, in uno con l’arresto di cento sacerdoti, rei di avere protestato per la disposizione del governo di sparare a vista contro chiunque protesti. Ma sono patrioti, secondo le dichiarazioni di Trump, gli uomini in tuta nera e calzamaglia a protezione del volto, alla stregua di Diabolik, uccisori a sangue freddo di AlexPretti. Non sarebbe il caso, come sostengono, oramai in tanti,consultare uno psichiatra?
In ultimo, trova conferma la disposizione dello stesso governo Trump di arrestare chiunque senza bisogno del mandato del giudice, purché sorpreso a protestare contro i suoi illegittimi provvedimenti. Ad applicare la legge negli United States sono rimasti, Trump e gli assaltatori di Capitol hill. Sempreché non decida, il presidente americano, di mandare i suoi bravi a Cortina d’Ampezzo ai campionati del mondo di bob e skeleton nel settembre di quest’anno, come ha già anticipato, per mettere ordine in Europa, a cominciare dall’Italia.
Decidano i lettori se ancora è possibile considerare l’America la culla della democrazia.
