Frana Niscemi: il mesto pellegrinaggio per salvare ricordi e animali tra le case off-limits

Frana Niscemi: il mesto pellegrinaggio per salvare ricordi e animali tra le case off-limits

Mentre la frana sulla collina continua a muoversi e s’intensificano i ragionamenti sulle dimore alternative da proporre a chi non potrà più rientrare nelle case della zona rossa, che con molta probabilità sarà ampliata, col sindaco di Gela che offre un’area per costruire la new town, ogni giorno tra le strade off limits di Niscemi è un mesto pellegrinaggio di sfollati. Le persone accompagnate dai pompieri cercano di recuperare nelle abitazioni che hanno dovuto abbandonare indumenti, oggetti e ricordi d’una vita. Sono attimi intensi, drammatici, di grande umanità.

Finora i vigili del fuoco hanno effettuato circa 300 recuperi di effetti personali, con una media di 70-80 interventi al giorno. I pompieri entrano nelle case, verificano che non ci siano pericoli e poi consegnano ai proprietari, già autorizzati dalla polizia municipale, i beni richiesti: tutto viene fatto nel tempo più breve possibile. Nulla da fare invece per chi abitava nelle palazzine a 50-70 metri dal fronte della frana: qui nessuno può entrare, neppure gli operatori. «È troppo pericoloso», dice Francesco Turco, funzionario tecnico dei vigili del fuoco di Caltanissetta.
A Niscemi è tornata la fornitura del metano che era stata interrotta per la rottura delle tubazioni a causa dei crolli provocati dal cedimento del terreno. L’amministrazione comunale e le autorità di protezione civile stanno predisponendo un piano di riapertura delle scuole, chiuse da giorni soprattutto per l’assenza del metano necessario ai riscaldamenti. Tre plessi, in zona rossa, non riapriranno e venti classi saranno accorpate agli istituti non in zona rossa. Uffici postali e banche sono attivi.
«Le persone chiedono di potere prendere le cose più care che hanno, sono momenti intensi anche per noi – racconta il funzionario – Abbiamo recuperato cani, gatti e altri animali. Molti hanno la necessità di prendere beni per loro preziosi da un punto di vista affettivo come quadri, vasi, soprammobili e fotografie di famiglia». Il team dei recuperi è composto da 24 vigili del fuoco, da qualche giorno la squadra sta pianificando il trasferimento in sicurezza di alcuni cavalli di un’azienda agricola perché si trova un terreno con alcune faglie.

Pino Terzo di Dio è scoppiato a piangere stamattina quando i pompieri gli hanno consegnato i suoi adorati pappagalli. «Non li vedevo da quattro giorni – si commuove – per me sono come dei figli, ora devo capire a chi affidarli perché non ho più una casa e cambio dimora ogni giorno». Il team è salito al terzo piano di una palazzina in via Masaracchio, al civico 35 , e ha prelevato i quattro pappagalli. Pino ha avvolto la gabbia con una coperta per proteggere gli uccelli, il più vecchio ha 19 anni. Al primo piano dello stesso edificio, i vigili del fuoco hanno riempito quattro sacchi neri con tutto quello che la signora Rita Palumbo voleva riavere: indumenti, fotografie, documenti. E soprattutto una statua della Madonna che l’anziana ha stretto subito al petto. «Mio marito si deve ricoverare e avevo bisogno di queste cose: grazie a tutti, grazie», piange Rita, mentre abbraccia pompieri e giornalisti e bacia la statua. Una giovane donna poco prima aveva recuperato in un’altra strada l’album delle fotografie del matrimonio, una ragazza un grande pupazzo di peluche. «In queste vie c’era sempre gente, qui m’incontravo con gli amici per fare due chiacchiere la sera, adesso è una zona fantasma», afferma un ragazzo che porta in spalla un grosso sacco nero pieno di indumenti.
Gli sfollati registrati negli elenchi della protezione civile sono 1.309. «Il numero rimane costante», fanno sapere dal Comune. Quasi tutti hanno scelto di alloggiare da familiari o amici. Pochi quelli nelle strutture pubbliche, il palazzetto dello sport allestito con brandine e coperte viene utilizzato da chi non ha più la casa come refettorio.
Alle 20 il team di recupero dei beni interrompe il servizio. Le zone rosse diventano spettrali. Tra le strade si muovono solo le pattuglie della polizia che fanno le ronde per accertare che nessuno violi il divieto di accesso. È tutto transennato. C’è silenzio e desolazione.

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