Roma, un angelo con le fattezze di Meloni nella basilica di San Lorenzo in Lucina: la diocesi indaga

Roma, un angelo con le fattezze di Meloni nella basilica di San Lorenzo in Lucina: la diocesi indaga

ROMA – Un angelo con le fattezze di Giorgia Meloni. O, secondo altre letture, una Nike, una Vittoria alata dell’iconografia monarchica o una moderna Atena che regge lo Stivale d’Italia. Qualunque sia l’interpretazione, l’affresco “spuntato” nella basilica di San Lorenzo in Lucina, nel cuore della Capitale, è diventato nel giro di poche ore un vero e proprio caso nazionale.

L’opera si trova nella cappella in fondo a destra della chiesa, quella che ospita la lapide – ma non la salma – di Umberto II, luogo simbolicamente legato all’Italia monarchica e, storicamente, agli ambienti della destra romana. A rivelare la vicenda è stato il quotidiano la Repubblica, facendo scattare immediatamente l’attenzione del Vicariato di Roma, competente sulle chiese della città.

La nota della diocesi: “Iniziativa non autorizzata”

Dopo un primo momento di sorpresa e imbarazzo, la diocesi di Roma è intervenuta con una presa di posizione formale, chiarendo i contorni della vicenda:
«Riguardo al restauro della decorazione pittorica della cappella del Crocifisso nella chiesa di San Lorenzo in Lucina – si legge nella nota – si precisa che sia la Sovrintendenza sia l’ente proprietario, oltre all’Ufficio per l’edilizia di culto del Vicariato di Roma, erano al corrente dal 2023 di un’azione di restauro “senza nulla modificare o aggiungere” sull’affresco in questione, di recente fattura (anno 2000). La modifica del volto del cherubino è stata un’iniziativa del decoratore non comunicata agli organismi competenti».

In sostanza, il restauratore – che è anche il sagrestano della chiesa – sarebbe intervenuto su un proprio restauro risalente a circa 25 anni fa, introducendo autonomamente la modifica che ha acceso il dibattito.

Il Vicariato ha annunciato di aver avviato ulteriori approfondimenti con il parroco, monsignor Daniele Micheletti, e di valutare eventuali iniziative conseguenti.

Il monito del cardinale Reina

A chiudere la polemica, almeno sul piano ecclesiastico, è intervenuto in serata il cardinale Baldo Reina, Vicario del Papa per la Diocesi di Roma, con un richiamo netto a non «strumentalizzare l’arte sacra».
«Le immagini dell’arte sacra e della tradizione cristiana – ha sottolineato – non possono essere oggetto di utilizzi impropri o strumentalizzazioni, essendo destinate esclusivamente a sostenere la vita liturgica e la preghiera personale e comunitaria».

La reazione politica e l’ironia della premier

Intanto il caso è esploso sui social, dove non è mancato l’intervento diretto della stessa Giorgia Meloni, che ha scelto l’ironia: «No, decisamente non somiglio a un angelo».

Di tutt’altro tenore la reazione del Partito Democratico, che ha chiesto un intervento immediato del Ministero della Cultura. «Chiediamo che il ministro Alessandro Giuli attivi subito la Soprintendenza di Roma – ha dichiarato la capogruppo Pd in Commissione Cultura alla Camera, Irene Manzi –. Un intervento di restauro che produca un’immagine riconducibile a un volto contemporaneo rappresenta una potenziale e grave violazione del Codice dei beni culturali».

Curiosi in chiesa e sopralluogo del Ministero

Per tutta la giornata, la basilica di San Lorenzo in Lucina è stata meta di un continuo via vai di curiosi. La chiesa, storicamente frequentata anche da protagonisti della Prima Repubblica come Giulio Andreotti, è finita sotto i riflettori mentre il Ministero della Cultura ha disposto un sopralluogo.

Il parroco monsignor Micheletti, che è anche rettore del Pantheon – dove sono sepolti Vittorio Emanuele II, Umberto I e la Regina Margherita – ha tentato di smorzare gli imbarazzi. Secondo quanto emerso, l’autore del restauro sarebbe una vecchia conoscenza dell’Msi, anche se ambienti di Fratelli d’Italia hanno precisato che «non è mai stato in FdI».

Un episodio che continua a far discutere, sospeso tra arte, politica e simbologia religiosa.

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