Messina, a un passo dalla verità sulla strage dei tre cacciatori: indagato il “quarto uomo”

Messina, a un passo dalla verità sulla strage dei tre cacciatori: indagato il “quarto uomo”

MONTAGNAREALE (ME) – La verità sulla strage di Montagnareale, dove sono stati uccisi i tre cacciatori Antonio Gatani (80 anni) e i fratelli Devis e Giuseppe Pino, potrebbe essere a un passo. La Procura di Patti ha compiuto la mossa decisiva, iscrivendo formalmente nel registro degli indagati il “quarto uomo”, il compagno di caccia presente quella mattina di sangue. A lui sono state sequestrate le armi, ora al vaglio del RIS Carabinieri per il confronto balistico con i proiettili che hanno ucciso le vittime.

LA RETE DEGLI ACCERTAMENTI SI ALLARGA

L’inchiesta, però, non si ferma a lui. Per avere un quadro scientifico inoppugnabile, gli investigatori hanno posto sotto sequestro anche i fucili di altri cacciatori della zona. Un “atto dovuto”, spiegano fonti vicine alle indagini, per permettere a tutti gli interessati di nominare i propri consulenti durante le perizie tecniche. I risultati saranno il tassello fondamentale per ricostruire una dinamica che autopsie e sopralluoghi, finora, non sono riusciti a chiarire del tutto.

I POCHI CHIARI, I TANTI OSCURI

La ricostruzione degli investigatori si scontra con alcuni dettagli inspiegabili. I carabinieri, giunti sul posto dopo la chiamata di un motociclista, non hanno trovato il quarto uomo. Questi, in un successivo interrogatorio, ha dichiarato di essersi allontanato dalla zona di caccia poco dopo l’arrivo, lasciando Gatani da solo. Restano però domande senza risposta: perché tornare a casa da un luogo così impervio? Perché il cane dell’anziano era chiuso nell’auto e, stando ai dati del collare GPS, non sarebbe mai stato fatto scendere?

LE DUE PISTE SUL TAVOLO DEGLI INVESTIGATORI

Allo stato degli atti, le ipotesi investigative si concentrano su due scenari.

  • LA TRAGICA FATALITÀ: La teoria più probabile vede un errore come detonatore. L’ottantenne Gatani, che non conosceva i due fratelli, avrebbe per sbaglio ferito Devis Pino. Il fratello Giuseppe, in un impeto di rabbia, gli avrebbe sparato uccidendolo. A questo punto, il quarto uomo sarebbe entrato in azione, abbattendo Giuseppe e poi finendo anche Devis, l’unico testimone oculare della prima uccisione. Una reazione a catena folle, nata da un equivoco.

  • LA GUERRA PER IL TERRITORIO: La seconda pista indaga su un conflitto preesistente. La discussione sarebbe nata per il controllo della zona di caccia, considerata da Gatani e dal quarto uomo (originari di Patti) una sorta di riserva privata. I fratelli Pino, arrivati da San Piero Patti, sarebbero stati visti come intrusi da cacciare, a tutti i costi. Uno scontro per il dominio del territorio, degenerato in una carneficina.

Ora, la parola passa alle scienze forensi. I fucili sequestrati, messi a confronto con i bossoli rinvenuti, dovranno dire l’ultima parola su quale delle due piste porti alla soluzione del mistero.

Riguardo l'autore Redazione

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.