ROMA – L’uscita di scena di Roberto Vannacci dal perimetro compatto del centrodestra segna «la prima crepa» nella coalizione di governo. Ne è convinto il leader di Italia Viva Matteo Renzi che, in un’intervista al Corriere della Sera, analizza i nuovi equilibri politici e gli scenari in vista delle prossime elezioni.
«Fino a oggi sembravano indivisibili, mentre la sinistra litigava su tutto. Ora loro iniziano a perdere pezzi e l’opposizione dà segnali di unità», afferma Renzi, sottolineando come il quadro politico nazionale stia lentamente cambiando.
Secondo l’ex presidente del Consiglio, il vero banco di prova sarà il voto tra circa un anno. «La domanda sarà: dopo cinque anni di Meloni come siete messi in termini di stipendi, sicurezza, sanità pubblica? Meglio o peggio di cinque anni fa? Io credo che la maggioranza degli italiani non sarà contenta», sostiene.
Da qui la previsione politica: se il centrodestra dovesse dividersi, «la vittoria del centrosinistra diventa probabile, non solo possibile».
Il caso Vannacci e lo spazio a destra
Renzi interpreta la mossa di Vannacci come il tentativo di intercettare un’area elettorale già esistente alla destra di Fratelli d’Italia. «Vannacci non inventa niente, ma occupa uno spazio che c’è: lui prova a dare una casa ai delusi dalla Meloni», spiega.
Si tratterebbe, a suo dire, di elettori conservatori che percepiscono un aumento della pressione fiscale e un peggioramento della sicurezza rispetto alle aspettative. «Sono elettori di destra che vedono più tasse e meno sicurezza. E che si aspettavano l’opposto. Davanti al record della pressione fiscale e all’aumento delle coltellate a scuola o in stazione è ovvio che la propaganda di “Giorgia-va-tutto-bene-Meloni” non funziona più», attacca.
L’opposizione e la sfida del voto
Nel ragionamento di Renzi, il centrosinistra starebbe mostrando segnali di risveglio. «La sinistra si sta svegliando e inizia a reagire, molto bene. E dovrà fare proposte su temi concreti per vincere», sottolinea, ribadendo però che la vera novità politica resta la possibile «frammentazione a destra».
Un confronto viene tracciato con quanto accaduto nel Regno Unito: «A Londra Starmer ha vinto grazie a Farage, vedremo che succederà in Italia il prossimo anno», osserva.
Meloni tra centro e ala destra
Renzi prova anche a immaginare le mosse della presidente del Consiglio. «Se conosco Meloni, proverà a tenere Vannacci in coalizione, contro Salvini e contro Tajani. Ma non so se riuscirà a farlo», afferma.
La strategia, tuttavia, sarebbe complessa. «La coperta è corta: se vuole aprire al centro, perde a destra. Se si blinda a destra, perde al centro», conclude il leader di Italia Viva.
Per Renzi, dunque, l’uscita di Vannacci rappresenta «il primo pezzo che crolla». E avverte: «Non è detto che non sia l’ultimo».

