Malika Ayane, dopo Sanremo il tour teatrale: tappa a Catania con i nuovi “Animali Notturni”

Malika Ayane, dopo Sanremo il tour teatrale: tappa a Catania con i nuovi "Animali Notturni"

SANREMO – Malika Ayane torna al Festival di Sanremo per la sesta volta con “Animali Notturni” e lo fa con la consapevolezza di chi ha attraversato un lungo tratto di strada, si è fermata, ha osservato e ora rientra all’Ariston con una «leggerezza nuova».

Gli anni dedicati al teatro sono stati «un’integrazione, non un’alternativa» alla musica, racconta la cantautrice. Un periodo che le è servito per «incubare bene tutte le mie idee» mentre cercava di capire «né dove volevo andare musicalmente, né forse chi io fossi del tutto». Eppure il Festival è sempre rimasto tra i desideri: «Sanremo mi ha dato tantissimo dal giorno zero. È un posto in cui mi sento perfettamente a mio agio: c’è l’orchestra, c’è un ambiente di lavoro meraviglioso e anche una dose sufficiente di ansia».

Il ritorno con “Animali Notturni”

Il brano in gara, scritto da Malika insieme a Edwyn Roberts e Stefano Marletta e composto con Giordano Cremona, Federico Mercuri e Luca Faraone, è prodotto da Itaca e Faraone. Una canzone che l’ha conquistata subito: «È bellissima. Potrei trasformarmi in un sequencer e farvi tutti i suonini», scherza.

Il tema sonoro l’ha colpita immediatamente: «Questo mondo sonoro che ti risucchia e ha risucchiato anche me». Il testo, già molto definito, è stato rifinito con misura: «Le frasi che potevo aver scritto io, poi le ho scritte io. Il resto era un vestito perfetto da rifinire». Una rarità per l’artista, solitamente severa con sé stessa: «Di solito sono feroce, invece questa canzone mi gasa ogni volta. Non vedo l’ora che sia di tutti».

Dal 27 febbraio il brano sarà disponibile anche in un’esclusiva versione 45 giri, con “Animali Notturni” sul lato A e l’inedita “(siamo tutti) animali notturni” sul lato B, realizzata insieme al trio francese Dov’è Liana.

Il ritorno all’Ariston e la voglia di leggerezza

Nel brano sembra esserci un ritorno alla leggerezza dei primi anni della cantante, quasi un cerchio che si chiude. «Mi aspetto di divertirmi tantissimo. Il mio ultimo Sanremo era quello senza pubblico, quindi dico sempre che ne ho fatti quattro e mezzo: questo si prenderà la metà che mancava nel 2021».

L’attitudine è chiara: «Leggerezza, festa, dare al festival l’importanza che ha senza farne un macigno». Anche perché, sottolinea, «se non sei abbastanza centrato, Sanremo ti mastica e ti sputa».

Tour nei teatri e nuovo album

Dopo il Festival, Malika tornerà dal vivo con un tour nei principali teatri italiani a partire da novembre. La tournée, prodotta da Friends & Partners e Magellano Concerti, partirà il 1° novembre da Fermo e toccherà città come Roma, Firenze, Milano, Torino, Bari, Napoli, Catania, Palermo, Padova, Bologna, Senigallia e Pescara.

Il tour accompagnerà l’uscita del nuovo album: «Sono tre anni che scrivo e raccolgo canzoni. Non so che disco verrà fuori, ma penso che potrebbe uscire in autunno. Dopo cinque anni, mi tocca che venga intenso». Fondamentale il rapporto con Carosello Records: «Mi permette di costruire un lavoro autentico, non solo un prodotto. Mi sento molto rispettata nella mia identità».

La serata cover e l’ispirazione Vanoni

Per la serata delle cover, venerdì 27 febbraio, Malika ha scelto Claudio Santamaria per interpretare “Mi sei scoppiato dentro il cuore” di Mina: «Claudio è fantastico, bello come il sole, canta da Dio. Sarebbe stato da cretina non portarselo».

Nel brano in gara ammette anche un’eco della Vanoni anni ’70: «Ornella è stata uno spirito guida, oltre che una grande amica. Da lei ho imparato leggerezza e libertà». La notte, tema centrale della canzone, per Malika è un territorio di possibilità: «Tra concerti all’alba, aerei da prendere e corse per preparare la maratona di New York… vivo la notte in un modo inedito».

E se deve scegliere un animale notturno in cui identificarsi, la risposta è la sua gatta Marmitta: «A seconda di come le gira, dorme elegantissima oppure dà fastidio senza motivo. Questo è molto me».

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