Educazione sessuale a scuola, retromarcia di Salvini: Sì ai corsi alle medie ma solo con il via libera dei genitori

Educazione sessuale a scuola, retromarcia di Salvini: Sì ai corsi alle medie ma solo con il via libera dei genitori

Retromarcia della Lega sul divieto di trattare temi legati alla sessualità nelle scuole medie. Cade infatti la norma che vietava «attività didattiche e progettuali nonché ogni altra eventuale attività aventi a oggetto temi attinenti all’ambito della sessualità». È quanto prevede un emendamento che sarà presentato in Aula dal partito di via Bellerio al ddl Valditara, attualmente in prima lettura alla Camera e poi atteso al Senato.

Con le modifiche introdotte, quando il provvedimento entrerà in vigore, sarà vietata l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole dell’infanzia e alle elementari, mentre per le medie e le superiori sarà richiesto il consenso informato dei genitori.

A Montecitorio si è subito accesa la battaglia politica. La proposta di modifica, che sarà votata dall’Aula, sopprime dal testo base del provvedimento l’estensione del divieto alla scuola secondaria di primo grado. «È fondamentale che chi insegna ai nostri figli, invece di portare in classe ideologie gender o schifezze di quel genere, possa insegnare la buona educazione, i doveri, il rispetto delle regole», ha dichiarato da Bari il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini.

Il relatore del provvedimento e capogruppo leghista in commissione Cultura alla Camera, Rossano Sasso, ha aggiunto: «Il ddl sul consenso informato non vieta l’educazione sessuale, che è già prevista nelle indicazioni nazionali. Quello che vietiamo sono le distorsioni ideologiche care alla sinistra». «Capisco che per Pd, M5s e Avs le famiglie siano il nemico – ha aggiunto – ma noi tuteliamo la libertà di scelta educativa delle famiglie, garantita dalla Costituzione, e soprattutto la serenità dei bambini».

Dall’opposizione arriva la replica di Irene Manzi, responsabile Scuola del Partito Democratico: «Alla fine, la destra è stata costretta a tornare indietro. Dopo settimane di polemiche, cade il divieto di introdurre percorsi di educazione sessuale nelle scuole secondarie di primo grado. È una marcia indietro evidente, un passo obbligato dopo le proteste unanimi contro una misura priva di senso, ideologica e dannosa».

Critico anche il segretario di +Europa Riccardo Magi: «Lo chiamano “consenso informato”, ma è un modo elegante per dire divieto. Mentre ogni giorno parliamo di violenza di genere, abusi e discriminazioni, il governo sceglie di censurare chi prova a prevenirle».

La deputata del Movimento 5 Stelle Daniela Morfino ha aggiunto: «Il “consenso informato preventivo” proposto dalla maggioranza non è una semplice norma: è l’espressione di una visione politica che non si fida dei cittadini, dei docenti e della scuola pubblica. È un attacco alla libertà di insegnamento e alla Costituzione».

Dal fronte di Fratelli d’Italia, la sottosegretaria all’Istruzione Paola Frassinetti difende il testo: «Mi lascia perplessa questa campagna ideologica sull’educazione sessuale relativa al ddl sul consenso informato. Basta leggere e comprendere il testo per capire che non si vieta l’educazione sessuale, che peraltro è già prevista nelle indicazioni nazionali».

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