Paternò, ‘Sicilia del Fare’ attacca: ‘Basta ipocrisie, la città va rivoltata come un calzino’.

Paternò, 'Sicilia del Fare' attacca: 'Basta ipocrisie, la città va rivoltata come un calzino'.

Paternò – Un j’accuse senza mezzi termini contro l’intera classe dirigente e un invito a “fare silenzio” sulle vicende amministrative più recenti, per guardare a una ricostruzione radicale. È il contenuto del durissimo comunicato rilasciato dal movimento Sicilia del Fare di Paternò, nel quale i portavoce Salvo Lombardo e Mirko Oliveri tracciano un bilancio spietato degli ultimi decenni della città, sullo sfondo del commissariamento in corso.

Il testo, di una crudezza inconsueta, non risparmia nessuno, partendo da un’ammissione di corresponsabilità collettiva: “Siamo tutti responsabili – si legge – lo siamo stati quando nella campagna elettorale del 2017 andavamo a braccetto col Miglior offerente e promettente”. Un riferimento a quella che viene definita una vera e propria “compravendita di pseudo incarichi e promesse”, il cui esito era “prevedibilissimo”.

Il movimento condanna l’ipocrisia del “risveglio delle anime pure” in vista delle prossime elezioni e paragona certi comportamenti politici a quelli di “avvoltoi” in attesa sulla “carcassa” della città.
Pur precisando di non voler giudicare le persone né il sindaco Naso singolarmente – “sarà compito degli addetti” –, “Sicilia del Fare” punta il dito contro una politica che non ha cambiato rotta e contro un’opposizione che “non ha avuto un ruolo centrale”, condannandone “silenzi, assenze e mancate occasioni”.

Il cuore del comunicato è un appello alla “classe pensante paternese” che si è autoemarginata, ai molti giovani “a cui è stata tolta la possibilità di essere integrata perché destabilizzante al ‘Sistema’”. A loro il movimento chiede di tornare in campo, “senza pretese”, per “riconsegnare alle imminenti generazioni quello che gli è dovuto”.

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