CATANIA – L’Etna continua a eruttare nella Valle del Bove, ma il pericolo più immediato non è rappresentato dalla lava, bensì dall’ondata di turisti incuriositi che si sta riversando nelle aree interessate dal fenomeno.
Il fronte lavico, avanzando lentamente, ha raggiunto la quota di circa 1.420 metri a est di Rocca Musarra, a circa 5 chilometri dal centro abitato più vicino, Fornazzo. L’estensione complessiva della colata è stimata in circa 2,8 chilometri.
A fare il punto sulla situazione è stato il capo del Dipartimento Regionale della Protezione Civile, l’ingegnere Salvo Cocina, che ha rassicurato sull’assenza di rischi diretti per abitazioni e infrastrutture, anche grazie alla morfologia relativamente piatta dell’area interessata.
«La vera emergenza – ha sottolineato – è l’afflusso incontrollato di persone, che può creare congestionamenti sulle vie di accesso e mettere a rischio la sicurezza degli stessi visitatori».
🚫 Le prime misure di sicurezza
Su sollecitazione della Protezione Civile, il Comune di Milo ha già adottato un’ordinanza che interdice l’accesso pubblico dalla strada di Pietracannone, diramazione della SP Mareneve.
L’accesso è consentito solo a gruppi guidati da vulcanologi abilitati, composti da massimo 10 persone, dotati di attrezzatura tecnica e radio, ed è vietato dopo il tramonto.
Poiché un flusso parallelo di turisti si sta formando dalla zona del Rifugio Citelli, ritenuta ancora più pericolosa, la Protezione Civile ha ora invitato i sindaci di Sant’Alfio e Zafferana Etnea ad adottare analoghe ordinanze restrittive.
🔬 Monitoraggio costante e tavolo tecnico
La situazione è costantemente monitorata dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Un aggiornamento tecnico è previsto per le ore 15.00 in videoconferenza con la Protezione Civile nazionale, mentre il capo Dipartimento Cocina ha convocato un tavolo tecnico con tutti gli enti competenti per valutare l’evoluzione del fenomeno e l’efficacia delle misure adottate.
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