CATANIA – Una maratona di lavoro fino alle 20.30 al Palazzo della Regione, dove il presidente della Regione Renato Schifani ha riunito i principali capitani d’industria del territorio etneo per un “think tank” operativo. Sul tavolo, un’agenda fitta di temi strategici per il futuro economico della Sicilia orientale: dalla Zona Economica Speciale (Zes) e la decontribuzione per il Sud al potenziamento delle piccole e medie imprese, dagli investimenti in innovazione e nelle infrastrutture aeroportuali e autostradali fino ai nodi critici dei trasporti e alle opportunità dell’eolico offshore.
All’incontro, coordinato da Schifani, hanno preso parte oltre venti protagonisti dell’economia locale, insieme al sindaco di Catania Enrico Trantino, al deputato regionale Nicola D’Agostino e al capo di gabinetto Salvatore Sammartano. Una presenza corale che ha messo attorno allo stesso tavolo le eccellenze produttive del territorio, da Confindustria alle grandi aziende familiari, dalla portualità al sistema universitario.
L’agenda dello sviluppo: dalle grandi opere alla formazione
Il confronto ha spaziato dai macro-temi di scenario alle questioni specifiche. Oltre ai pilastri come la modernizzazione del sistema bancario e gli investimenti in ricerca, sono state affrontate le potenzialità della crocieristica e del waterfront di Catania, le esigenze dei consorzi di bonifica e la necessità di percorsi universitari di alta formazione specialistica, in stretta connessione con le esigenze delle imprese.
La presenza del rettore dell’Università di Catania, Enrico Foti, e dei vertici di Confindustria Sicilia e Confindustria Catania – rispettivamente Gaetano Vecchio e Cristina Busi – ha sottolineato il tentativo di costruire un ponte stabile tra mondo accademico e produttivo. Tra i partecipanti anche Franz Di Bella (Netith), figura di spicco nell’innovazione tecnologica, a simboleggiare la volontà di puntare sulla digitalizzazione.
Una regione in ascolto delle imprese
L’iniziativa si configura come un segnale politico forte: la Regione sceglie la via del confronto diretto e non formale con i rappresentanti del tessuto economico per definire priorità e interventi. L’obiettivo, emerso dalle dichiarazioni a caldo dei partecipanti, è tradurre rapidamente le istanze in atti amministrativi e scelte di programmazione, sfruttando anche gli strumenti speciali come la Zes.
La lunga durata dell’incontro – protrattosi oltre l’orario consueto – e l’alto livello dei partecipanti lasciano intendere l’urgenza percepita da tutte le parti in causa. La sfida ora sarà monitorare i follow-up e verificare come i temi discussi, dall’eolico alle infrastrutture, troveranno concretezza nella prossima azione di governo regionale.
