Catania, San Cristoforo in una mostra promossa dalla Caritas: lo sguardo dei giovani per riscattare il quartiere

Catania, San Cristoforo in una mostra promossa dalla Caritas: lo sguardo dei giovani per riscattare il quartiere

CATANIA – Vicoli, dettagli architettonici, momenti di vita quotidiana e spazi che rifioriscono: il quartiere San Cristoforo di Catania si mostra attraverso gli occhi dei suoi giovani abitanti, volontari e studenti. Al Museo Diocesano è stata inaugurata la mostra fotografica partecipativa “Si muove la città – Sguardi sul quartiere San Cristoforo”, promossa dalla Caritas Diocesana di Catania. Un progetto che sfida la narrazione dominante sul degrado per restituire complessità, bellezza e una vitalità straordinaria.

L’esposizione nasce nell’ambito del progetto nazionale “Percorsi di speranza” di Caritas Italiana, con la collaborazione scientifica del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Catania e una rete di associazioni del territorio. All’inaugurazione sono intervenuti l’arcivescovo di Catania, Luigi Renna, e i referenti di Caritas, sottolineando il valore di un’operazione che restituisce dignità e diritto alla narrazione a un’area spesso stigmatizzata.

Un processo partecipativo di oltre un anno

La mostra non è una semplice raccolta di scatti, ma il risultato di un percorso di cittadinanza attiva durato più di dodici mesi. Come spiegato da Valeria Pisasale, commissario arcivescovile della Confraternita che gestisce la Caritas, sono state coinvolte oltre sessanta persone tra laboratori partecipativi e un workshop di fotografia per under 35 condotto da professionisti. “Abbiamo costruito una vera e propria comunità di progetto”, ha affermato.

L’arcivescovo Renna ha evidenziato come il progetto faccia “muovere la città” nel presente, grazie a persone che si sono incontrate e sentite ascoltate. Un focus speciale è stato dedicato al video-reportage che accompagna la mostra, contenente anche la testimonianza dell’attore Leo Gullotta, nato nel popolare quartiere Fortino, che ha ricordato “la ricchezza di umanità” di tali luoghi.

La fotografia come strumento di analisi e riscatto sociale

Il progetto assume anche un valore scientifico e di denuncia sociale. Il professor Carlo Colloca, sociologo urbano dell’Università di Catania, ha chiarito che l’analisi condotta sul quartiere rivela come il bisogno di casa resti una questione sociale urgente e in trasformazione, che richiede nuove politiche abitative.

“Si muove la città” si propone quindi come una dichiarazione di intenti: dimostrare che la fotografia partecipata può essere strumento di cittadinanza attiva, riscatto e costruzione di memoria collettiva. La mostra, visitabile al Museo Diocesano, è solo una tappa di un percorso più ampio che mira a consolidare le reti territoriali create e a moltiplicare le occasioni di protagonismo per la comunità di San Cristoforo.

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