Gravina di Catania, tentata rapina da 150mila euro all’ufficio postale: arrestate 3 persone (VIDEO)

GRAVINA DI CATANIA – Tre persone sono state arrestate dalla Polizia di Stato per una rapina ai danni dell’ufficio postale del comune etneo. In manette M.G. (28 anni), R.R. (52) e M.L. (59).

Nel corso delle ordinarie attività di contrasto alla criminalità predatoria, i poliziotti della Squadra Mobile hanno notato, nei pressi dell’ufficio postale di Gravina di Catania, un’auto con targa visibilmente contraffatta. Contestualmente, un uomo – poi identificato come M.L. – giungeva sul posto alla guida di uno scooter di provenienza furtiva, fermandosi poco distante con il motore acceso.

Dopo alcuni minuti, il passeggero dell’utilitaria (R.R.) scendeva dall’auto con il volto coperto da un casco bianco, impugnando un attrezzo artigianale in metallo a forma di “L”. L’uomo si posizionava davanti alla porta antipanico dell’ufficio postale, adiacente alla postazione bancomat. Subito dopo arrivava il complice sul motociclo che, insieme a R.R., forzava la porta con una manovra studiata ad hoc.

Intuendo che l’azione fosse finalizzata a una rapina durante le operazioni di rifornimento dell’ATM, gli agenti della Squadra Antirapina intervenivano sorprendendo i due all’interno dell’ufficio postale. I malviventi erano in possesso di un borsone in tela contenente tre cassetti dell’ATM con banconote per circa 150mila euro, destinate al caricamento.

Nel corso della perquisizione, uno degli arrestati è stato trovato in possesso di una pistola a salve. Poco dopo è stato rintracciato e fermato anche il terzo complice, alla guida dell’auto noleggiata per il colpo, che si era allontanato subito dopo aver fatto scendere R.R. con l’arnese utilizzato per l’effrazione.

D’intesa con il P.M. di turno, i tre sono stati tradotti nel carcere di Catania – piazza Lanza, dove restano a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Gli approfondimenti della Squadra Mobile hanno evidenziato come le modalità esecutive ricalchino una metodologia criminale ricorrente, basata sull’accesso agli uffici postali quando l’ATM è temporaneamente fuori servizio per il rifornimento. L’arnese a “L” sarebbe stato progettato per abbassare dall’esterno il maniglione antipanico, fungendo da vero e proprio braccio meccanico.

Sono in corso ulteriori accertamenti per verificare eventuali responsabilità degli arrestati in analoghe rapine commesse nei mesi precedenti ai danni di altri uffici postali del capoluogo etneo.

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