CATANIA – È tempo di bilanci per “Senza Catene”, progetto dell’Arcidiocesi di Catania indicato come opera segno del Giubileo 2025 e interamente dedicato al recupero e al reinserimento lavorativo e sociale di detenuti ed ex detenuti. Un percorso costruito in collaborazione con Caritas e Servizio di Pastorale Carceraria, che nel 2025 ha prodotto prime ricadute concrete e ora guarda al 2026 con l’obiettivo di consolidare e ampliare la rete di sostegno.
Il dato più significativo è quello della raccolta fondi: oltre 50mila euro, frutto di un impegno diffuso che ha coinvolto parrocchie, scuole, associazioni confederali, aziende, confraternite, associazioni agatine, club service, privati cittadini e organismi diocesani. Risorse destinate a bisogni concreti, soprattutto lavoro e studio, per offrire a chi ha vissuto la detenzione una possibilità reale di ripartenza.
Tirocini per ex detenuti: tre percorsi di inclusione
Nel corso del 2025, grazie ai fondi di “Senza Catene”, sono stati attivati tirocini di inclusione per tre adulti precedentemente detenuti presso la Casa Circondariale di Piazza Lanza, con una spesa complessiva di circa 10mila euro. Percorsi formativi che rappresentano una leva decisiva per acquisire competenze professionali, rientrare nel mercato del lavoro e ricostruire un’identità sociale positiva dopo l’esperienza carceraria.
Supporto ai minori detenuti: studio e lavoro fuori dal carcere
Parallelamente, il progetto ha attivato un servizio di transfer finalizzato allo studio e al lavoro per alcuni minori detenuti presso l’Istituto Penale per Minorenni (IPM) di Bicocca, per un importo complessivo di circa 11mila euro. I giovani coinvolti stanno seguendo percorsi diversi – dalla frequenza universitaria ai corsi di formazione professionale e scolastica – e svolgono anche attività lavorative che consentono loro di mantenere un contatto costruttivo con la realtà esterna.
Aiuti immediati: donate coperte ignifughe
Tra gli interventi realizzati rientra anche l’acquisto di materiali per rispondere alle esigenze più urgenti dei detenuti: oltre un centinaio di coperte ignifughe sono state donate alla Casa Circondariale di Bicocca.
Il 2026: nuove borse lavoro e percorsi formativi
“Senza Catene” proseguirà anche nel 2026, con l’intenzione di consolidare quanto avviato e aprire nuove opportunità. Tra le progettualità future, compatibilmente con la disponibilità delle aziende ospitanti e dei soggetti interessati, sono previste:
- nuove borse lavoro e ulteriori tirocini formativi presso realtà produttive del territorio;
- supporto continuativo alla formazione scolastica e professionale;
- possibili modalità di impiego presso organismi diocesani e strutture ecclesiali.
Alla base del progetto resta una convinzione netta: il reato commesso non può circoscrivere l’esistenza di una persona. E una comunità – civile e cristiana – può scegliere di essere spazio di misericordia, accoglienza e speranza, trasformando la “pena” in occasione di riscatto.
