Catania – Un’inaugurazione sentita e partecipata ha restituito alla città uno dei luoghi simbolo del culto agatino. Stamattina sono stati presentati ai cittadini e ai fedeli i lavori di restauro e risanamento conservativo delle facciate della Chiesa di Sant’Agata al Borgo.
L’intervento è stato realizzato grazie ai fondi 8xmille alla Chiesa cattolica, con il contributo dell’Arcidiocesi di Catania e il coordinamento dell’Ufficio Beni Culturali ed Edilizia di Culto, diretto da Orazio Bonaccorsi, sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza BB.CC.AA. di Catania.
Nel corso della mattinata si è svolta la benedizione della chiesa da parte dell’arcivescovo di Catania, Luigi Renna.
«Una facciata e un campanile che tornano a splendere – ha affermato l’arcivescovo – sono l’immagine di accoglienza e ospitalità della Chiesa».
A seguire, il convegno dal titolo “Restituire bellezza e custodire memoria – Valorizzazione dei luoghi di culto agatini a Catania”, occasione di approfondimento storico e tecnico sugli interventi effettuati. Dopo i saluti dell’arcivescovo, del soprintendente Maurizio Auteri e del parroco Vincenzo Fatuzzo, si è sviluppato un articolato percorso di studio sulla chiesa: dalla panoramica storica curata dall’ing. Salvatore Maria Calogero, alla presentazione della progettazione e dei lavori di restauro illustrati dall’ing. Maurizio Erbicella e dall’architetto Manfredi Cannata, fino al focus sull’alta sorveglianza a cura dei dottori Concetto Stagnitti e Vittorio Di Blasi. Le conclusioni sono state affidate a don Orazio Bonaccorsi.
«L’inaugurazione – ha spiegato don Bonaccorsi – si inserisce nel contesto delle celebrazioni agatine, offrendo ai fedeli e ai cittadini un luogo di fede rinnovato, testimonianza di storia e devozione. Dopo circa un anno di meticolosi lavori, la Chiesa di Sant’Agata al Borgo si presenta restaurata nella sua facciata principale, segnando un momento di rinascita spirituale e culturale per il quartiere e per l’intera città».
I lavori hanno affrontato criticità strutturali rilevanti: umidità di risalita, infiltrazioni di acque meteoriche e degrado del sistema di copertura. Gli interventi hanno riguardato la revisione completa delle coperture e dello smaltimento delle acque piovane, il risanamento delle murature, il restauro integrale della facciata principale – compresi portale e torri laterali – e il rifacimento di tutti gli infissi, causa di infiltrazioni dannose anche per gli apparati decorativi interni.
La Chiesa di Sant’Agata al Borgo fu eretta nel 1669 dal vescovo Michelangelo Bonadies per l’assistenza spirituale ai profughi di Misterbianco, Malpasso e di altri centri etnei colpiti dall’eruzione di quell’anno. Danneggiata dal terremoto del 1693, venne ricostruita nel 1709 grazie alle offerte dei fedeli. Al suo interno custodisce preziosi affreschi del pittore acese Giovanni Lo Coco, tra cui le scene del Martirio di Sant’Agata che decorano l’abside.
