Ciclone Harry, per la Sicilia dal Governo solo 33 milioni contro danni da 1,5 miliardi: per i primi interventi

Ciclone Harry, per la Sicilia dal Governo solo 33 milioni contro danni da 1,5 miliardi: per i primi interventi

Le onde alte come palazzi, il mare che devasta le spiagge, abitazioni sospese sul vuoto lasciato dalla frana.
Per le conseguenze della devastazione che ha lasciato dietro di sé il ciclone Harry, sono stati stanziati dal governo 100 milioni di euro complessivi per Calabria, Sicilia e Sardegna, dove è stato deliberato, nel corso del Consiglio dei ministri, lo stato di emergenza. Può durare un anno ed essere prorogabile per altri dodici.

«Lo Stato è vicino ai cittadini e ai territori», ha scritto sui social la premier Giorgia Meloni. E se la presidente del Consiglio ha precisato che la somma è destinata ai «primi interventi urgenti», per opposizione e sindacati la cifra complessiva, divisa per le tre regioni con 33 milioni ciascuno, non è sufficiente.

Il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, al termine del Cdm ha precisato che i 100 milioni serviranno a far fronte alle prime spese come la rimozione di detriti e il ripristino della funzionalità di alcuni servizi essenziali.
«Non appena dalle Regioni arriverà un quadro dettagliato dei danni potremo procedere all’ulteriore stanziamento che invece servirà alla ricostruzione», ha aggiunto. E verrà adottato un provvedimento interministeriale.

La conta dei danni, almeno approssimativa, intanto, è iniziata. I presidenti delle tre regioni colpite dal maltempo dei giorni scorsi, ha fatto sapere Musumeci, stimano un miliardo e 241 milioni di euro.
Nel dettaglio, la governatrice sarda Alessandra Todde parla di 200 milioni, escludendo infrastrutture, strade e porti, le spese «chiaramente più importanti». Il tutto mentre la pioggia non abbandona la regione, con uno stato di allerta ancora in vigore.

Per quanto riguarda la Calabria, c’è una «stima di massima di 300 milioni di euro» ma «i Comuni stanno ancora valutando l’entità dei danni», ha ribadito il presidente Roberto Occhiuto, annunciando anche la possibilità di intervenire sulla sospensione dei mutui per i Comuni maggiormente colpiti.

E poi c’è la Sicilia, dove una prima stima provvisoria è stata calcolata includendo anche i danni indiretti oltre a quelli diretti: «si tende addirittura a superare il miliardo e mezzo di euro», le parole del presidente Renato Schifani, secondo cui i 33 milioni stanziati dal governo rappresentano «il primo passo di un percorso e un segnale di solidarietà per le popolazioni colpite».

L’attività di ricostruzione «sarà coordinata dai rispettivi presidenti di Regione, nominati oggi commissari delegati con ampi poteri di deroga», ha detto Musumeci dopo il Cdm, al termine del quale non si è svolta la conferenza stampa prima annunciata e poi annullata. La notizia dei 100 milioni era infatti già trapelata, generando tensioni.

Sullo stanziamento arrivano le critiche dall’opposizione. «Briciole», tuona il Movimento 5 Stelle. La deputata siciliana Daniela Morfino invita a reperire le risorse «dal Ponte sullo Stretto». Anche per il Partito Democratico le somme sono «insufficienti»: «Evidentemente la presidente Meloni sta sottovalutando una situazione gravissima», commenta il deputato dem Beppe Provenzano.

Intanto il maltempo continua a colpire l’Italia, in particolare il Sud, con piogge e allagamenti anche a Napoli. Gli effetti del ciclone Harry si manifestano ancora a distanza di giorni: in Sicilia, a Niscemi, una frana ha portato alla chiusura di alcune strade e all’evacuazione di circa 1.500 persone dalle proprie abitazioni. Un numero che, secondo il capo della Protezione civile Fabio Ciciliano, potrebbe aumentare nelle prossime ore.

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