NISCEMI (CL) – «La fascia da zero a 50 metri a ridosso del limite della frana non sarà più abitata». È la decisione più netta emersa nelle ultime ore sul fronte dell’emergenza a Niscemi, colpita dalla grave frana innescata dopo il ciclone Harry. A comunicarlo è stato il capo dipartimento della Protezione civile nazionale, Fabio Ciciliano, durante un aggiornamento sul posto.
Resta invece ancora incerta la sorte delle altre due fasce di territorio coinvolte: sono in corso approfondite valutazioni tecniche per capire se e quando i residenti potranno rientrare nelle loro abitazioni. «Attendiamo i dati di due studi satellitari», ha spiegato Ciciliano, sottolineando come le analisi in corso siano determinanti per definire la futura abitabilità delle aree.
Sopralluogo della Procura: indagine per disastro colposo
Giovedì si terrà il primo sopralluogo tecnico nell’ambito dell’indagine aperta dalla Procura di Gela per disastro colposo e danneggiamento seguito da frana. A Niscemi arriveranno il procuratore Salvatore Vella, i pubblici ministeri, i tre consulenti nominati dall’ufficio giudiziario e la polizia.
«Andremo nei luoghi – ha spiegato Vella – accompagnati da due squadre dei vigili del fuoco, perché lavoreremo in parte nella zona rossa, compreso il piede della frana. Saremo supportati dal reparto volo della polizia». Le attività di verifica e rilievo tecnico si protrarranno anche il giorno successivo, con un’operazione complessa che coinvolgerà diversi corpi dello Stato.
Cocina: “Fenomeno complesso, indagini su più livelli”
A sottolineare la complessità dello scenario è stato anche il capo della Protezione civile regionale, Salvatore Cocina, al termine di ulteriori verifiche sul fronte frana. «È un fenomeno complesso e stiamo facendo ogni tipo di indagine, diretta e indiretta», ha dichiarato.
Sul campo operano consulenti tecnici, personale dell’Ingv, dell’Osservatorio geofisico sperimentale e ricercatori delle università di Catania, Enna e Roma. «Stiamo facendo tutto il possibile per acquisire nuovi dati – ha aggiunto Cocina –. I nuovi cedimenti sono normali visto il fenomeno in atto. Si tratta di indagini molto complesse che attengono a più specialità».
Al momento sono una decina le famiglie ospitate nelle strutture predisposte dalla Protezione civile e assistite con servizi dedicati.
Confindustria Catania attiva una raccolta fondi
Intanto, di fronte ai gravi danni strutturali e alle difficoltà delle famiglie colpite, Confindustria Catania ha attivato una raccolta fondi straordinaria per fornire un sostegno immediato.
«Siamo di fronte a uno scenario di particolare fragilità e non potevamo restare spettatori – ha dichiarato la presidente Cristina Busi –. Con il nostro Consiglio di Presidenza abbiamo scelto di intervenire con uno strumento semplice e diretto, capace di tradursi rapidamente in aiuto concreto».
Le risorse raccolte saranno destinate prioritariamente alle emergenze più gravi e rendicontate con la massima trasparenza. È possibile aderire con un versamento sul conto corrente di Confindustria Catania – BAPR Banca Agricola Popolare di Sicilia, succursale di Catania – IBAN: IT35J0503616900CC0450080575, indicando la causale: «Erogazione liberale – Emergenza Ciclone Harry e Niscemi».
«Ogni contributo, a prescindere dall’importo, rappresenta un segnale di vicinanza e responsabilità verso il territorio – conclude Busi –. Sono certa che la nostra comunità saprà rispondere anche questa volta con concretezza e senso di appartenenza».

