Napoli, nuovo cuore per il bimbo di 2 anni: nelle prossime ore la valutazione per il trapianto

Napoli, nuovo cuore per il bimbo di 2 anni: nelle prossime ore la valutazione per il trapianto

Una telefonata arrivata in serata ha riacceso la speranza: forse c’è un nuovo cuore disponibile per il bambino di due anni ricoverato in Terapia intensiva all’Ospedale Monaldi di Napoli dal 23 dicembre, dopo aver ricevuto un organo rivelatosi danneggiato.

La madre, Patrizia Mercolino, è stata convocata d’urgenza in direzione sanitaria per ricevere la notizia che potrebbe cambiare il destino del piccolo. Nelle prossime ore, spiegano i sanitari, «verrà valutata la compatibilità con il gruppo sanguigno e la trapiantabilità». Solo dopo il via libera degli specialisti si potrà procedere con l’assegnazione definitiva dell’organo.

A chiarirlo è l’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi: ogni decisione «sarà presa solo in seguito alla valutazione del team di esperti». L’ospedale ha inoltre assicurato che l’attesa non avrà ripercussioni sull’organo del donatore, compatibile con la gestione della donazione in corso.

Un intervento ad altissimo rischio

Nel caso in cui arrivasse il nulla osta, l’intervento sarà eseguito dal cardiochirurgo Guido Oppido, lo stesso che ha operato il bambino la prima volta. «È l’unico disposto a trapiantarlo – spiega il legale – perché si tratta di un intervento molto difficile e con una percentuale di riuscita bassa».

Al Monaldi è atteso un Heart Team composto da alcuni tra i maggiori esperti italiani di trapianti cardiaci pediatrici. Hanno già confermato la partecipazione specialisti provenienti da:

  • Azienda Ospedaliera Università di Padova (prof. Giuseppe Toscano)

  • ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo (dott. Amedeo Terzi)

  • Ospedale Regina Margherita di Torino (prof. Carlo Pace Napoleone)

Prevista anche la presenza dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, con il professor Lorenzo Galletti e la dottoressa Rachele Adorisio, che in precedenza avevano segnalato «condizioni incompatibili» con un eventuale ritrapianto.

Il caso sul piano istituzionale

La vicenda ha assunto rilevanza nazionale. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha telefonato alla madre del bambino assicurando, secondo il legale della famiglia, che sarà fatto il possibile «per fare giustizia».

Solidarietà è arrivata anche dal presidente della Regione Campania Roberto Fico, che ha affrontato il caso a Roma con il ministro della Salute Orazio Schillaci. Ministero e Regione hanno attivato poteri ispettivi e conoscitivi, avviando accertamenti per individuare eventuali responsabilità. Una relazione regionale è attesa al dicastero nelle prossime ore.

Le indagini sul primo trapianto fallito

A Napoli sono attesi anche gli ispettori del ministero della Salute. Dopo le verifiche al Monaldi, si recheranno a Bolzano, nell’ospedale dove è stato espiantato il cuore poi rivelatosi danneggiato.

L’inchiesta mira a ricostruire l’intera filiera: dal trasporto dell’organo alla decisione di procedere con il trapianto nonostante il danno. L’attenzione si concentra in particolare sulle modalità di conservazione e trasporto.

Secondo quanto emerso, il contenitore utilizzato per il trasferimento del cuore – già sequestrato dai carabinieri del Nas – sarebbe stato un box “non tecnologico”, privo dei più avanzati sistemi di controllo della temperatura. Gli investigatori dovranno chiarire anche perché sia stato utilizzato ghiaccio secco invece del ghiaccio tradizionale, ritenuto possibile causa del danneggiamento.

Il legale della famiglia ha inoltre chiesto ai Nas di sequestrare il cuore danneggiato una volta espiantato e di conservarlo in paraffina per consentire accertamenti tecnici che stabiliscano se l’organo fosse già compromesso prima dell’impianto.

L’Azienda Ospedaliera dei Colli ribadisce «trasparenza e collaborazione con le autorità ispettive e giudiziarie». Ma, in queste ore decisive, la priorità resta una sola: la possibilità di un nuovo trapianto che possa salvare la vita al piccolo paziente.

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