Il governo annuncia il ricorso contro gli ultimi provvedimenti dei giudici siciliani che hanno dato ragione alla ong tedesca Sea Watch. L’annuncio è arrivato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi dopo la decisione del Tribunale di Palermo di riconoscere un maxi risarcimento e la sospensione del fermo di un’altra imbarcazione dell’organizzazione da parte dei giudici di Catania.
«Fino ad adesso, e continueremo a farlo, abbiamo praticato il confronto con questo tipo di sentenze impugnandole», ha sottolineato il titolare del Viminale, spiegando che il governo continuerà a utilizzare gli strumenti previsti dal sistema giudiziario, a partire dai tre gradi di giudizio. «Anche in questo caso faremo così», ha aggiunto.
Il risarcimento deciso dal Tribunale di Palermo
La tensione si è riaccesa dopo la decisione del Tribunale di Palermo che ha stabilito un risarcimento di 76mila euro a favore di Sea Watch per i danni patrimoniali subiti dalla nave Sea Watch 3, ferma a Lampedusa tra luglio e dicembre 2019.
Il risarcimento dovrà essere versato dai ministeri dell’Interno, dei Trasporti e dell’Economia, oltre che dalla prefettura di Agrigento. Il provvedimento si riferisce al caso della nave comandata da Carola Rackete che nel giugno 2019 forzò il blocco nel porto di Lampedusa dopo il salvataggio di migranti in mare.
Stop al fermo della nave a Catania
A pesare sul clima politico anche la decisione dei giudici di Catania di sospendere il fermo amministrativo di 15 giorni imposto a un’altra nave della ong. Il provvedimento era scattato dopo un’operazione di salvataggio di 18 persone, tra cui due bambini, avvenuta il 25 gennaio scorso.
Le due pronunce hanno alimentato lo scontro politico e istituzionale sulla gestione dei migranti e sul ruolo della magistratura.
Piantedosi: «Calano gli sbarchi»
Il ministro Piantedosi ha rivendicato i risultati dell’azione di governo sul fronte migratorio, parlando di «una progressiva riduzione degli arrivi irregolari». «Anche quest’anno assistiamo a un calo degli sbarchi», ha affermato, sostenendo che il complesso delle iniziative adottate dall’esecutivo sta dando risultati.
Quanto al cosiddetto “blocco navale” previsto nell’ultimo pacchetto sicurezza, il ministro ha precisato che si tratta di «un’ipotesi normativa che ora farà il suo percorso nelle aule parlamentari».
Le reazioni politiche
Duro l’intervento del vicepremier Matteo Salvini, all’epoca dei fatti ministro dell’Interno, che ha criticato la sentenza del Tribunale di Palermo. «Se tornassi ministro dell’Interno con me Rackete non avrebbe vita facile», ha dichiarato, esprimendo comunque stima per Piantedosi. «Se la politica costruisce leggi sulla sicurezza e poi i giudici decidono il contrario, è complicato», ha aggiunto.
Critiche anche dal sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, che ha definito la sentenza «incredibile» e «politica». Di parere opposto Angelo Bonelli, parlamentare di Avs e co-portavoce di Europa Verde, che accusa il governo di voler «delegittimare i magistrati e criminalizzare l’opposizione».
Nuova condanna per il Viminale a Roma
Nel frattempo, un’altra sentenza ha colpito il ministero dell’Interno. Il tribunale civile di Roma ha stabilito un risarcimento di oltre 21 milioni di euro per il mancato sgombero dello Spin Time Labs, edificio occupato nel quartiere Esquilino dal 2013.
Secondo i giudici, il Viminale deve rispondere dell’omessa esecuzione del provvedimento di sequestro dell’immobile. Lo stabile è inserito nell’elenco degli edifici da sgomberare predisposto dalla prefettura, insieme ad altre occupazioni storiche della Capitale.
La vicenda contribuisce ad alimentare un clima di forte tensione tra governo e magistratura, in un momento già segnato da contrasti su immigrazione e sicurezza.

