A volte la giustizia viaggia sulle gambe della stanchezza. Quella di un uomo di 78 anni, residente a Portopalo di Capo Passero, che dopo essere stato derubato e ricattato, ha deciso di dire basta. E il caso ha voluto che, proprio mentre si stava recando in caserma per denunciare tutto, la sua “carnefice” gli sia comparsa davanti, come un fantasma che diventa improvvisamente corpo e ossa.
Tutto inizia qualche giorno fa, quando il pensionato incontra più volte una 36enne originaria della Romania nel centro di Catania. L’ultimo incontro, però, si trasforma in un incubo. La donna sale a bordo della sua auto e, con destrezza o forse approfittando di un momento di distrazione, gli sfila il portafogli. Dentro: denaro contante, documenti personali, carte di pagamento. La vita di un uomo, compressa in un rettangolo di pelle.
La vittima, inizialmente, non pensa alla denuncia. Vuole solo indietro i suoi documenti. Così inizia a contattare la 36enne, sperando in un ripensamento, in un gesto di pietà. Ma dall’altra parte non arriva pietà. Arriva una richiesta secca: «Dammi 50 euro e ti restituisco il portafogli».
Il 78enne paga. Consegna i 50 euro, convinto di chiudere la vicenda e riavere i suoi effetti personali. Invece, niente. La donna prende i soldi, ma del portafogli nemmeno l’ombra. Anzi, continua a chiederne altri. Un ricatto senza fine, una gabbia che si stringe attorno alla vittima.
Stanco, umiliato, esausto, il pensionato decide di rivolgersi ai Carabinieri. Nel pomeriggio, insieme a un amico, si mette in viaggio verso la caserma. Ma il destino, a volte, ha il volto beffardo della coincidenza. Mentre percorre le strade del centro, il suo sguardo cade su una figura familiare. È lei. La 36enne. È lì, a pochi metri.
L’uomo non ci pensa due volte. Solleva il telefono e compone il Numero Unico di Emergenza 112. In pochi minuti arriva la gazzella del Nucleo Radiomobile di Catania. I militari bloccano la donna, che risulta priva di documenti di identità. Viene accompagnata in caserma per gli accertamenti.
Nel frattempo, il 78enne formalizza la sua denuncia-querela. Racconta tutto: il furto in auto, le richieste di denaro, i 50 euro pagati, il portafogli mai restituito. Per la 36enne scattano le accuse per estorsione, ferma restando la presunzione di innocenza dell’indagata valevole ora e fino a eventuale condanna definitiva.

