A Mascali, i Carabinieri della Compagnia di Giarre hanno bussato a diverse porte. Obiettivo: scovare stupefacenti e materiale illegale nascosto tra le mura domestiche. Quello che doveva essere un normale controllo, però, si è trasformato in un piccolo arsenale domestico. E a fare la “spia” è stato un fiuto infallibile: quello del cane antidroga.
I militari del Nucleo Operativo e del Radiomobile di Giarre, supportati dall’unità cinofila di Nicolosi, hanno setacciato diverse abitazioni nel comune di Mascali. Tra queste, quella di un 29enne del posto, già noto alle forze dell’ordine e attualmente sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari. Un dettaglio che, evidentemente, non lo ha dissuaso dal trasformare la sua casa in un deposito di “merce” proibita.
Appena varcata la soglia, il cane ha iniziato a dare segni di insofferenza. Il fiuto non sbaglia: c’è droga. I Carabinieri seguono le indicazioni del quadrupede e restringono il cerchio. Il nascondimento è in camera da letto, su una mensola dell’armadio. Lì, ben celata, spunta una dose di MDMA, la cosiddetta ecstasy, immediatamente sequestrata.
Ma la stanza riserva altre sorprese. Su un ripiano, due bilancini elettronici di precisione, perfettamente funzionanti. L’evidenza, per gli investigatori, è chiara: non siamo di fronte a un semplice consumatore, ma a qualcuno che probabilmente “tagliava” e pesava la sostanza.
La perquisizione, però, non si ferma alla camera da letto. In una cassettiera di un’altra stanza, i militari fanno un ritrovamento ben più inquietante. Infilati tra i vestiti e la biancheria, spuntano 50 proiettili calibro 22, un serbatoio per pistola e tre candelotti confezionati artigianalmente, dotati di micce e apparentemente contenenti materiale esplodente.
L’abitazione del 29enne, da luogo di detenzione domiciliare, si trasforma così in un piccolo deposito di armi e ordigni.
Al termine delle operazioni, per lui scatta la denuncia all’autorità giudiziaria con l’accusa di detenzione abusiva di munizioni e materie esplodenti, ferma restando la presunzione di innocenza dell’indagato valevole ora e fino a eventuale condanna definitiva.
