Cambierà radicalmente il modo di gestire uno dei fenomeni più caratteristici e, al tempo stesso, più problematici per i centri abitati alle pendici dell’Etna. La cenere vulcanica, da sempre considerata un rifiuto speciale da smaltire con costi e procedure complesse, potrà finalmente trasformarsi in una risorsa.
Il cambio di paradigma arriva grazie a un decreto attuativo della Regione Siciliana che, per la prima volta, stabilisce modalità e criteri per il riutilizzo delle ceneri vulcaniche all’interno di cicli produttivi.
Il convegno CeVEtna a Catania
L’opportunità offerta da questo nuovo approccio sarà al centro del convegno tecnico-scientifico “Riutilizzo sostenibile delle ceneri vulcaniche dell’Etna – CeVEtna”, in programma venerdì 13 marzo alle ore 9 presso il Palazzo della Regione di Catania, in via Beato Bernardo 5.
L’iniziativa è promossa dal dipartimento Acque e rifiuti dell’assessorato regionale dell’Energia e dei servizi di pubblica utilità, guidato da Francesco Colianni, e dal dipartimento di Ingegneria civile e architettura dell’Università di Catania, diretto dal professor Matteo Ignaccolo.
Schifani: “Un progetto innovativo e sostenibile”
A spiegare la portata della novità è il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani:
«Vogliamo diffondere e fare conoscere in dettaglio un progetto innovativo e sostenibile che risponde sia alle esigenze dei cittadini sia a quelle del mondo produttivo. Consentirà di snellire costi e procedure per i Comuni chiamati a ripulire il territorio dopo eventuali piogge di cenere e, allo stesso tempo, incentivare le imprese a riutilizzare il materiale lavico come risorsa».
Il provvedimento, sostenuto da studi scientifici, definisce infatti modalità e criteri operativi per un nuovo approccio al fenomeno, che negli ultimi anni ha rappresentato un problema sempre più frequente per i centri abitati dell’area etnea.
Due sessioni di lavoro e numerosi partner
Il convegno si articolerà in due sessioni di lavoro che coinvolgeranno istituzioni, università, enti tecnici e mondo produttivo.
Apriranno i lavori:
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il sindaco di Catania Enrico Trantino
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l’assessore regionale Francesco Colianni
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il rettore dell’Università di Catania Enrico Foti
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il presidente della IV Commissione Ambiente dell’Ars Giuseppe Carta
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il presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gaetano Galvagno
È prevista inoltre la partecipazione di numerosi enti e associazioni di categoria, tra cui Anci, Parco dell’Etna, Ingv, Confcommercio e Confindustria, insieme a dirigenti regionali, tecnici universitari, ordini professionali e imprese coinvolte negli studi tecnico-scientifici.
Da rifiuto a risorsa: la svolta del decreto regionale
Il cuore del nuovo approccio è contenuto nel decreto attuativo n. 8/GAB del 22 febbraio 2024, che introduce le “Linee guida finalizzate al riutilizzo delle ceneri vulcaniche all’interno di cicli produttivi”.
L’assessore Francesco Colianni sottolinea il valore strategico della misura:
«Il dipartimento Acqua e rifiuti ha colto gli sviluppi tecnico-scientifici maturati negli ultimi anni. Con questo decreto puntiamo a rilanciare i vantaggi nell’utilizzo delle ceneri vulcaniche attraverso standard comuni per il recupero, il riciclo e il riuso».
Trasformare la cenere da rifiuto a materia prima, spiega l’assessore, rappresenta una soluzione sostenibile e innovativa per affrontare le sfide ambientali e industriali, promuovendo un modello di economia circolare in linea con il Green Deal europeo.
Opportunità per edilizia e industria
Il nuovo quadro normativo potrebbe aprire prospettive importanti per diversi settori produttivi:
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edilizia sostenibile
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industria ceramica
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materiali da costruzione
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nuovi prodotti industriali
Un cambio di prospettiva che, oltre a ridurre i costi e l’impatto ambientale dello smaltimento, potrebbe trasformare un problema ricorrente per i territori etnei in un’opportunità di sviluppo economico e innovazione.

