Tra il 7 e l’8 ottobre del 1985 la nave da crociera Achille Lauro naviga tra Egitto e Israele quando viene dirottata da un commando palestinese. È il prologo della crisi di Sigonella, con il celebre «no» di Bettino Craxi a Ronald Reagan, tornata di attualità con la decisione del governo italiano di non concedere l’uso della base agli aerei degli Stati Uniti in volo verso l’Iran.
Il dirottamento dell’Achille Lauro innesca una lunga e complessa trattativa che coinvolge Italia, l’Olp di Yasser Arafat, Egitto, Siria e Stati Uniti, al termine della quale i terroristi del Fronte di liberazione della Palestina accettano di rilasciare nave e ostaggi e fare rotta verso l’Egitto a un patto: una via di fuga diplomatica in cambio della promessa che non ci saranno vittime.
La vicenda sembra chiusa, con i quattro responsabili del dirottamento a bordo di un Boeing della Egypt Air in volo verso Tunisi. Ma emerge che in realtà una vittima sulla nave c’è stata: l’americano di origine ebraica Leon Klinghoffer, ucciso brutalmente dai terroristi.
A quel punto la situazione precipita. Gli Stati Uniti decidono di intervenire: dalla portaerei Saratoga decolla una squadriglia di jet che intercetta il Boeing con a bordo i terroristi con l’intenzione di costringerlo all’atterraggio. Malta viene scartata, la Grecia chiude lo spazio aereo e il gruppo di velivoli si dirige quindi verso l’Italia, a Sigonella, sede della base americana.
Solo allora i vertici Usa avvertono il governo italiano, innescando, nella notte tra il 10 e l’11 ottobre, un braccio di ferro tra i leader dei due Paesi, Bettino Craxi e Ronald Reagan. Il presidente del Consiglio socialista non ha alcuna intenzione di cedere sovranità agli americani.
Così il Boeing atterra ma resta parcheggiato sulla pista e viene circondato dai militari italiani. A loro volta, però, gli Stati Uniti confermano l’ordine di prendere in custodia i terroristi e circondano gli italiani. Da qui la famosa immagine dei due cerchi di militari, armi in pugno, intorno all’aereo: ognuno tiene a tiro l’altro. La tensione è altissima.
Craxi sente Reagan nella notte e conferma direttamente al presidente americano il «no» alla possibilità di intervento statunitense.
Dopo ore di tensione, nella notte del 12 ottobre si decide di far ripartire il Boeing verso Ciampino, scortato dai jet americani. Una volta atterrati in Italia, i terroristi vengono arrestati dalle autorità italiane.
Fuggirà invece Abu Abbas, fondatore del Fronte di liberazione della Palestina e mediatore nella trattativa per l’Achille Lauro, che si rivelerà essere lo stratega del blitz terroristico. Abbas si imbarca per Belgrado riuscendo a sottrarsi alla cattura.
«In quei giorni del 1985 un uomo politico minoritario, ma capace di elevarsi al ruolo di statista, ebbe la forza e l’autorevolezza di contrastare chi voleva sconfiggere la verità e le buone ragioni di una politica estera lungimirante e saggia», ha scritto Gennaro Acquaviva nel suo memoir su Sigonella.

