“Sicilia terra di pace”: manifestazione a Sigonella contro l’uso della base per la guerra in Iran

"Sicilia terra di pace": manifestazione a Sigonella contro l'uso della base per la guerra in Iran

SIGONELLA (CATANIA) – “Sicilia terra di pace”. È lo striscione che ha aperto la manifestazione organizzata davanti alla base militare di Naval Air Station Sigonella, nel territorio catanese, dove centinaia di persone si sono radunate per dire no all’utilizzo delle infrastrutture militari dell’isola a sostegno del conflitto in Iran.

All’iniziativa hanno preso parte associazioni, sindacati, reti civiche e partiti politici – tra cui Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra – che hanno lanciato un appello alla mobilitazione, chiedendo che la Sicilia non venga trasformata in un nodo strategico per operazioni militari.

“Stiamo già pagando il costo economico di una guerra scellerata e illegale – affermano i manifestanti – non vogliamo pagare anche quello della trasformazione della Sicilia in un hub logistico di guerra che viola la Costituzione”.

A prendere la parola anche il segretario generale della CGIL Sicilia, Alfio Mannino, che ha richiamato l’articolo 11 della Costituzione italiana: “Qualche giorno fa gli elettori italiani hanno espresso un voto a difesa della Costituzione, che ci dice che l’Italia ripudia la guerra. Questa manifestazione dimostra che anche la Sicilia ripudia la guerra”.

Mannino ha poi puntato il dito contro le scelte politiche in materia di investimenti: “Le infrastrutture militari siciliane non possono essere usate a sostegno di questa guerra assurda, che i ceti più deboli stanno pagando. Chiediamo che il governo regionale faccia sentire la propria voce, anche alla luce dei fondi destinati a strutture per uso militare sottratti ad ambiti fondamentali come sanità, scuola e servizi”.

La manifestazione è stata promossa da un ampio fronte di realtà associative e sindacali, tra cui Acli, Anpi, Arci, Auser, Federconsumatori, Legambiente, Libera, Articolo 21, Rete studenti medi, Udu, Uisp, Legacoop, Amnesty International gruppo 72, Pax Christi ed Emergency, insieme a numerose altre organizzazioni del territorio.

Una mobilitazione che, secondo gli organizzatori, rappresenta il segnale di una crescente sensibilità pacifista nell’isola e la volontà di una parte della società civile di prendere posizione contro ogni coinvolgimento diretto o indiretto nei conflitti armati.

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1 Comment

  1. La CGIL oramai è ovunque è un partito politico comunista che cerca i voti x andare al parlamento con a capo un certo Landini

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