ROMA – Passato e futuro viaggiano insieme sulle strade italiane grazie al road-tour Torino-Palermo promosso dall’Automotoclub Storico Italiano, che vede protagonista una Lancia Flaminia GT Touring del 1967 alimentata esclusivamente con bio-benzina di seconda generazione.
L’iniziativa, partita il 16 aprile, segna l’avvio di un test-drive di lunga durata da 10.000 chilometri, con l’obiettivo di valutare gli effetti dei carburanti sostenibili su una vettura storica.
Il progetto rientra nel programma Asi Net-Zero Classic, dedicato alla sperimentazione di soluzioni a basso impatto ambientale per i veicoli d’epoca. Dopo i primi test avviati nel 2023, che hanno evidenziato una riduzione delle emissioni senza penalizzare prestazioni e consumi, questa nuova fase punta a verificare l’interazione della bio-benzina con i componenti meccanici nel lungo periodo.
Per il road-tour Torino-Palermo, la Flaminia dell’ASI viaggerà dal 16 al 20 aprile lungo un percorso suddiviso in sette tappe, per un totale di circa 2.000 chilometri. Il tragitto attraverserà la penisola con soste a Modena, Siena, Bracciano, Napoli, Cosenza e Catania, prima dell’arrivo a Palermo previsto per il 20 aprile.
I rifornimenti verranno effettuati presso i club federati ASI, data l’assenza della bio-benzina nella rete di distribuzione tradizionale.
«Siamo convinti che anche i motori del passato possano contribuire allo sviluppo futuro e vogliamo simbolicamente unire l’Italia sotto la bandiera della sostenibilità», ha dichiarato il presidente dell’ASI Alberto Scuro, sottolineando i risultati positivi già ottenuti in termini di riduzione delle emissioni.
La bio-benzina utilizzata, sviluppata da Coryton Advanced Fuels, è prodotta a partire da scarti agricoli e consente una significativa riduzione delle emissioni di CO2, senza necessità di modifiche ai motori. Al termine del test, il propulsore della Flaminia sarà smontato e analizzato per valutare eventuali effetti dell’utilizzo prolungato.
Simbolo della Dolce Vita e icona del design italiano, la Flaminia Touring torna così protagonista in chiave sostenibile, dimostrando come anche le auto storiche possano contribuire alla transizione energetica.
