PALERMO – È partito il conto alla rovescia per il rimpasto della giunta regionale. Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, dovrà chiudere il dossier entro il 30 aprile, pena il rischio di una vera e propria paralisi amministrativa.
⏳ Il nodo tempi: rischio blocco dal 1° maggio
Dal 1° maggio, infatti, in assenza del rendiconto 2025 ancora in fase di stesura, scatterà il blocco della spesa per:
- assunzioni di consulenti
- incarichi esterni
Un eventuale ritardo nel rimpasto comporterebbe conseguenze dirette: i nuovi assessori nominati oltre la scadenza non potrebbero costituire gli uffici di gabinetto e le segreterie, rallentando l’azione amministrativa.
⚖️ La “questione morale” pesa sul governo
Oltre ai tempi tecnici, pesa anche il fronte politico. Due assessori risultano coinvolti in procedimenti giudiziari:
- Elvira Amata (FdI), a processo a Palermo
- Luca Sammartino, a processo a Catania
Una situazione che, secondo fonti interne, sta offuscando i risultati economico-finanziari rivendicati dal governo, tra cui il passaggio da 4 miliardi di disavanzo a 5 miliardi di avanzo in tre anni e mezzo.
🔄 Deleghe ancora vacanti
Il rimpasto dovrà inoltre colmare due caselle rimaste scoperte da mesi:
- Funzione pubblica
- Politiche sociali
Le deleghe sono attualmente nelle mani del presidente dopo le dimissioni degli ex assessori Nuccia Albano e Andrea Messina, coinvolti indirettamente nell’inchiesta della Procura di Palermo che ha toccato esponenti della DC, tra cui Totò Cuffaro.
🚨 Schifani pronto a decidere
Se i partiti della maggioranza dovessero continuare a prendere tempo, non si esclude un intervento diretto del governatore:
👉 Schifani potrebbe procedere in autonomia per chiudere il rimpasto entro i termini.
⏳ Settimana decisiva
I prossimi giorni saranno cruciali per evitare il blocco dell’attività amministrativa e garantire continuità all’azione di governo.

