ADRANO – Una lettera anonima dai toni pesanti, ingiuriosi e con contenuti minatori è stata recapitata nei giorni scorsi all’abitazione privata del sindaco Fabio Mancuso. A renderlo noto è stata l’amministrazione comunale, che parla di «un atto vile che supera i confini del confronto democratico e civile».
La missiva conteneva insulti gravi e accuse infamanti, culminando con un esplicito avvertimento. Un episodio che assume contorni ancora più delicati perché la lettera è stata aperta da un familiare del primo cittadino, estraneo alla vita politica.
⚠️ “Un atto vile”: la posizione dell’amministrazione
Nella nota ufficiale, il Comune sottolinea come il gesto rappresenti un tentativo di intimidazione:
«Portare l’odio fin dentro le mura domestiche, coinvolgendo gli affetti di chi non ha nulla a che fare con la politica, è il tratto distintivo di chi non ha argomenti».
Le autorità competenti sono state immediatamente informate e sono stati avviati gli accertamenti per risalire all’autore della lettera.
🗣️ Le parole del sindaco Mancuso
Il sindaco ha scelto una linea prudente, evitando accuse dirette:
«Non attribuisco a nessuno la paternità di questo scritto. Saranno le autorità competenti a fare luce sull’accaduto».
Allo stesso tempo, ha richiamato il tema della responsabilità nel dibattito pubblico:
«Esiste una responsabilità morale che ricade su chiunque scelga di inquinare il confronto con parole violente».
🏛️ Un clima da non sottovalutare
Secondo l’amministrazione, l’episodio non sarebbe isolato, ma inserito in un contesto più ampio:
«L’odio germoglia dove il confronto politico viene avvelenato sistematicamente».
Nel mirino una minoranza del dibattito cittadino che, si legge nella nota, sostituirebbe «le idee con l’astio e la critica con l’insulto».
➡️ “Si va avanti senza condizionamenti”
Nonostante l’accaduto, l’amministrazione ha ribadito che l’azione di governo proseguirà «con la consueta determinazione», senza lasciarsi influenzare da tentativi di pressione esterna.
Resta però fermo un principio:
👉 la sfera privata e la famiglia devono restare fuori dalla contesa politica.

