CASTIGLIONE DI SICILIA – Proseguono senza sosta le indagini sull’omicidio di Giuseppe Florio, il 66enne il cui corpo è stato rinvenuto domenica mattina nelle campagne di Mitugio, nel territorio di Castiglione di Sicilia.
I Carabinieri della Compagnia di Randazzo, sotto il coordinamento della Procura di Catania, stanno concentrando l’attività investigativa su tre direttrici principali: tabulati telefonici, filmati delle telecamere di sorveglianza e testimonianze già raccolte nelle scorse ore.
🔍 Ipotesi: ucciso altrove e poi abbandonato
Secondo quanto emerge, gli inquirenti ritengono plausibile che l’omicidio sia avvenuto in un luogo diverso da quello del ritrovamento. Il corpo dell’uomo, infatti, è stato trovato avvolto in lenzuola e chiuso in sacchi di plastica, dettaglio che fa pensare a un tentativo di occultamento e trasporto per cancellare ogni traccia.
A rafforzare questa ipotesi è il rinvenimento dell’auto della vittima, una Fiat Panda, completamente distrutta dalle fiamme in contrada Santa Venera, nella zona di Trappitello.
⚖️ Segni di violenza sul corpo
Il medico legale ha riscontrato evidenti segni di violenza, compatibili con l’utilizzo di un’arma da taglio e di oggetti contundenti. Elementi che confermano la natura violenta del delitto.
👤 Chi era Giuseppe Florio
Florio era una figura conosciuta nel comprensorio taorminese, dove per anni aveva lavorato nel settore dei locali pubblici. Secondo quanto emerso, non risultava avere precedenti penali.
🚨 Indagini in corso
Gli investigatori stanno ora cercando di ricostruire le ultime ore di vita della vittima, concentrandosi in particolare sulla sua rete di contatti e frequentazioni, per individuare eventuali moventi e responsabilità.
