Trump attacca gli alleati Nato: “Italia non utile”. Ecco quante basi Usa ci sono nel Paese
Nuovo affondo di Donald Trump contro gli alleati della Nato, Italia inclusa. Durante una conferenza stampa nello Studio Ovale, rispondendo a una domanda sulla possibile riduzione delle truppe americane in Europa, l’ex presidente ha dichiarato: «Sì, probabilmente, perché non dovrei? L’Italia non è stata d’alcun aiuto. E la Spagna è stata orribile, assolutamente orribile. Sapete, è la Nato».
Parole che hanno subito acceso il dibattito politico e istituzionale. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha replicato con cautela: «Non capirei le ragioni di un ritiro».
Una presenza capillare: oltre 120 installazioni
L’Italia è tra i Paesi europei con la più alta concentrazione di strutture militari americane. Si contano circa 120 installazioni di varia natura, frutto di accordi bilaterali avviati dal 1951 tra Roma e Washington.
Formalmente le basi restano sotto sovranità italiana, ma agli Stati Uniti spetta il controllo operativo. Sul territorio nazionale sono presenti circa 13 mila militari americani, impegnati in attività di logistica, intelligence, operazioni e comando.
Le basi strategiche: da Sigonella ad Aviano
Tra le installazioni più rilevanti spicca Sigonella, in Sicilia, spesso definita la “portaerei del Mediterraneo”.
La base ospita droni MQ-9 Reaper e velivoli di sorveglianza ed è stata teatro nel 1985 della crisi dell’Achille Lauro, con il confronto tra il governo Craxi e l’amministrazione Reagan.
Altro hub strategico è Aviano, in Friuli Venezia Giulia, una delle principali basi aeree Usa in Europa, utilizzata nelle operazioni in Iraq, Afghanistan, Kosovo e Libia. Qui è stanziato il 31° Fighter Wing con caccia F-16 e, secondo indiscrezioni mai confermate ufficialmente, anche testate nucleari B61.
Presenza simile anche a Ghedi, in Lombardia, dove potrebbero essere custodite armi nucleari tattiche statunitensi.
Dal Nord al Sud: la rete militare Usa
Tra le principali basi figurano anche Camp Darby (Toscana), Caserma Ederle e base Del Din (Vicenza), oltre alla Naval Support Activity tra Napoli e Gaeta, punto nevralgico per le operazioni navali nel Mediterraneo.
A Napoli ha sede uno dei principali comandi Nato, insieme al quartier generale delle forze navali e dei Marines statunitensi in Europa.
Nel Sud Italia, oltre a Sigonella, un ruolo chiave è svolto dal sistema MUOS di Niscemi, infrastruttura di telecomunicazioni satellitari utilizzata per il coordinamento militare globale.
Strutture, segreti e ruolo geopolitico
Accanto alle basi operative esiste una vasta rete di strutture secondarie: centri di ricerca, depositi, poligoni di addestramento e stazioni di telecomunicazione, oltre a una ventina di installazioni classificate.
Le attività all’interno delle basi sono coperte da accordi internazionali e, in molti casi, da riservatezza, rendendo non sempre accessibili i dettagli su personale, armamenti e operazioni.
La presenza militare americana rappresenta uno dei pilastri della strategia Nato nel Mediterraneo, ma resta anche un tema sensibile nel dibattito politico italiano, soprattutto alla luce delle recenti dichiarazioni di Trump.

