Serradifalco, sindaco per forza: Burgio unico candidato grazie a sentenza sul terzo mandato

Serradifalco, sindaco per forza: Burgio unico candidato grazie a sentenza sul terzo mandato

Serradifalco, elezioni senza sfidanti: Burgio unico candidato punta al terzo mandato

A Serradifalco, piccolo centro di circa 5.500 abitanti in provincia di Caltanissetta, si profila una competizione elettorale decisamente anomala. L’unico candidato alla carica di sindaco è Leonardo Burgio, già primo cittadino per due mandati, senza alcuna lista avversaria in corsa per le elezioni del 25 e 26 maggio.

Nessun avversario in campo

L’assenza di alternative rende il voto una sfida contro il quorum: Burgio dovrà infatti superare la soglia minima di partecipazione per essere confermato alla guida del Comune.

In caso di esito positivo, i dodici candidati della lista “Il Futuro che unisce” entreranno in consiglio comunale.

Il nodo del terzo mandato

La candidatura di Burgio arriva dopo settimane di dibattito sul limite dei mandati. L’Assemblea regionale siciliana aveva infatti espresso parere contrario alla possibilità di un terzo mandato per i sindaci.

Tuttavia, una recente sentenza della Corte costituzionale ha stabilito la piena legittimità della ricandidatura anche nelle Regioni a statuto speciale, aprendo di fatto la strada alla partecipazione di Burgio.

La sottocommissione elettorale ha quindi ammesso la lista, come riportato dal quotidiano “La Sicilia”.

Le parole del candidato

«Esprimo tutta la mia soddisfazione perché, con l’ammissione della mia lista, ha vinto ancora una volta la Costituzione e la sovranità che appartiene al popolo», ha dichiarato Burgio.

Il candidato è anche coordinatore provinciale della Lega e figlio dell’ex assessore regionale alla Salute Daniela Faraoni, che ha lasciato l’incarico durante il recente rimpasto del governo Schifani.

Una sfida contro l’astensionismo

In assenza di avversari, l’attenzione si sposta ora sulla partecipazione elettorale. Il raggiungimento del quorum sarà infatti determinante per la validità della consultazione e per la conferma del sindaco uscente.

Un caso che riaccende il dibattito sulla partecipazione democratica nei piccoli comuni e sul crescente fenomeno delle candidature uniche nelle amministrative locali.

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