Ciclismo, Pietro Ciadamidaro: da Adrano all’Astana. Il suo primo Giro d’Italia da massaggiatore

Ciclismo, Pietro Ciadamidaro: da Adrano all’Astana. Il suo primo Giro d’Italia da massaggiatore

ADRANO (CATANIA) – Tra pochi giorni, Pietro Ciadamidaro vivrà il suo primo Giro d’Italia. Non da ciclista, come aveva sognato da ragazzo, ma da massaggiatore professionista della XDS Astana Team. Classe 2000, 26 anni ad agosto, siciliano di Adrano, alle pendici dell’Etna, è il più giovane membro dello staff della squadra che rese grande Vincenzo Nibali. E la Corsa Rosa che sta per partire sarà il suo esordio assoluto in quella che per un ciclista è la gara di casa.

Parla lui, in questo racconto in prima persona, tra cannoli, ricordi di famiglia e la passione per il ciclismo mai sopita.

COSÌ MIO PADRE MI CONTAGIÒ

Ciclismo, Pietro Ciadamidaro: da Adrano all’Astana. Il suo primo Giro d’Italia da massaggiatoreTutto è nato da mio padre, Rosario. È stato lui a contagiarmi. Avevo 7 o 8 anni quando lo vedevo tutto concentrato a guardare il Tour de France a casa. Per 200 chilometri, concentratissimo. In televisione il ciclismo può anche rivelarsi noioso, ma a me incuriosiva perché già in famiglia c’era un cugino che correva.

Un giorno vado nel garage di casa e scopro che mio padre aveva una bici comprata anni addietro. Vecchissima, da corsa. La faccio sistemare e diventa la mia bici. Andavo sulla scorrevole e facevo Adrano-Biancavilla, avanti e indietro, a ripetizione. Tornavo a casa che ero mezzo morto di fatica. Poi scopro che anche un mio amico andava in bici e così mi metto a sfidarlo.
Fatto è che un giorno dico a mio padre: “Mi piacerebbe correre sul serio”.

DA GIOVANE CICLISTA, ALLA SQUADRA INTITOLATA A PANTANI

Cominciai a fare gare in tutta la Sicilia. Ero un velocista. Mi prese una squadra di Vittoria, nel Ragusano.
A un certo punto, segnalato da osservatori professionisti, entro nella squadra sponsorizzata dalla mamma di Pantani: si chiamava “Il Pirata”, come il soprannome di Marco. Si andava a Roma a fare le gare e poi si tornava in Sicilia. Divertente ma assai faticoso. Correre per la squadra che portava il nome del grande Pantani era per me già un onore. Avevo ancora 16 anni.
Arrivarono anche convocazioni nella Nazionale Juniores. In estate ero sempre in gara.
La mia squadra aveva un bravo massaggiatore che si occupava di tutti noi. È lì che cominciai a interessarmi anche al massaggio sportivo. Poi, costretto per qualche guaio fisico a chiudere con l’attività agonistica, la mia idea andò subito a quella di massaggiatore sportivo.

L’ACCADEMIA, LO STUDIO AD ADRANO E L’ETNA

Ciclismo, Pietro Ciadamidaro: da Adrano all’Astana. Il suo primo Giro d’Italia da massaggiatoreMi guardo in giro e scopro l’Accademia Italiana Massaggi, molto rinomata in Italia: forma provetti massaggiatori e pratica sconti per gli ex atleti. A Perugia e Bergamo ci sono le migliori scuole.
Nel mio studio di Adrano comincio a lavorare. Ma la mia fortuna la devo all’Etna, il nostro impareggiabile vulcano. Vengo a sapere, infatti, che molti ciclisti di grande livello si allenano alle sue pendici. Come tutti sanno, anche Vincenzo Nibali era tra questi. Sull’Etna va Damiano Caruso, ragusano, che ho conosciuto durante la mia attività. Avverto il mio ex direttore sportivo e gli chiedo se fosse il caso di andare a massaggiare Caruso dopo l’allenamento. Lui mi ha spronato: “Vai”.
Massaggiando lui, via via mi sono creato un giro di grandi atleti che sentivano parlare bene di me. Di solito, in allenamento c’era chi portava con sé il proprio massaggiatore. Da quel momento, però, tutti sanno che ci sono io e che si possono fidare. So fare bene il mio lavoro, non lo dico per vantarmi. Uno dopo l’altro, riesco a occuparmi di una cinquantina di atleti.

LA CHIAMATA DELL’ASTANA: COVID, DELUSIONE E RISCATTO

Grazie a un atleta che mi dà fiducia, vado a fare esperienza anche alle Tenerife. Coincidenza volle – o forse era il destino – che lì si trovasse tutto il team dell’Astana. Due ciclisti della squadra mi conoscevano già e avevano parlato bene di me.
Di lì a poco ricevo la telefonata del manager. Serviva una mano per la Vuelta in Spagna. Ciò che stava accadendo non mi pareva vero. Vado da loro gasatissimo, mi controllano, fanno il tampone e risulto positivo al Covid. Era l’anno scorso, l’emergenza pandemica era già cessata. Torno a casa per smaltire la delusione.
Ma già a ottobre si riparte. Quando mi hanno richiamato per il contratto, ero a Taormina.
Il mio esordio da massaggiatore dell’Astana è stato al Giro del Veneto. L’ultima gara che ho seguito per il team è stata la Liegi-Bastogne-Liegi, poche settimane fa. Tra qualche giorno inizio il Giro d’Italia. Il mio primo Giro d’Italia. Sarà un’esperienza bellissima.

IL PIÙ GIOVANE DEL TEAM, CON I CANNOLI IN BORSA

Ciclismo, Pietro Ciadamidaro: da Adrano all’Astana. Il suo primo Giro d’Italia da massaggiatoreCon i miei quasi 26 anni, sono il più giovane di tutti nell’Astana Team. Sento che tutti mi rispettano e mi vogliono bene. Spero di ricambiare con la stessa intensità. Quando vado da loro, non manca mai il carico di cannoli per tutti: sono ghiotti della nostra specialità.
Nella squadra mi chiamano “Limone”, per via dei pregiati limoni siciliani. Sono un po’ la mascotte del team per via dell’età.
La mia giornata tipo gira attorno alla squadra. La mattina prepariamo borracce, frigo, sacchetti. Abbiamo un piano giornaliero per il benessere degli atleti. La seduta di massaggi inizia subito dopo la gara, nella palestra dell’hotel. Ogni massaggio dura mediamente un’ora.

Personalmente seguo Matteo Malucelli, sprinter di assoluta qualità. È più grande di me ed è una bellissima persona. Su WhatsApp lui mi manda messaggi scherzosi: “Prenditi cura delle mani che mi dovranno massaggiare”.

LE VENTOSE DELLE NONNE, IL GHIACCIO E UN SOGNO ROSA

È vero che un massaggiatore fa la ventosaterapia, sistema rivisto e corretto che usavano le nostre nonne? Sì, le “ventosate” le faccio anch’io, ma non agli atleti: le utilizzo per i miei pazienti. Per i ciclisti usiamo spesso le “calze di ghiaccio” dietro il collo durante la gara: quando c’è molto caldo, quella sensazione di freddo stabilizza la temperatura del corpo.
Mio padre è super orgoglioso. È soddisfatto perché sa che sono uno coi piedi per terra. La mia famiglia – mio padre Rosario, mia madre Annamaria, i miei fratelli gemelli Simone e Christian e la mia sorellina Viviana – conoscono tanti ciclisti famosi: quando si allenano sull’Etna, sono io che mi occupo del loro benessere fisico e così ho il piacere di invitarli a casa mia.
Una fidanzata? Non ce l’ho, non è ancora arrivato il momento. Sono concentrato sul lavoro. I miei hobby? Il ciclismo. Quando non lavoro, sono su una bici per le strade della mia Adrano.
Al Giro d’Italia sogno una bella maglia rosa di Matteo Malucelli alla prima tappa.

VINOKUROV, NIBALI E L’ONORE DI LAVORARE IN FAMIGLIA

Vincenzo Nibali l’ho conosciuto l’anno scorso al Giro d’Italia, ero con mio padre a Roma. Nibali è una persona umile, un siciliano doc. Anche grazie a lui e alle sue vittorie al Giro, “Astana” è diventata famosa in tutto il mondo.
Lavorare con questa squadra è quanto di meglio un professionista come me possa desiderare. All’Astana sto da Dio: si lavora come una famiglia. Ci sono tanti italiani, tanti spagnoli, molti sono kazaki. Il patron è Alessandro Vinokurov, è stato un grande atleta. Vinokurov è il più celebre e vittorioso ciclista nella storia del Kazakistan (Astana è il nome della capitale). Lui è una persona umile, viene a vedersi le gare, è tranquillo. Non ti mette stress né ansia. E questo permette a ciascuno di noi di dare il meglio.
Tanti appassionati di ciclismo si sono abituati a vedermi anche in tv, accanto ai ciclisti dell’Astana. Mi riconoscono e ci tengono a farmelo sapere.
Quando sono a casa potrei anche non lavorare. Invece la mattina esco in bici. Perché il ciclismo, per me, resta la più grande delle passioni.

Ciclismo, Pietro Ciadamidaro: da Adrano all’Astana. Il suo primo Giro d’Italia da massaggiatore

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Riguardo l'autore Nicola Savoca

Giornalista professionista dal 1992, ‘annus horribilis’ per l’Italia e la Sicilia soprattutto. Dirige il Corriere Etneo dal 2017 ma non ha mai usato la bacchetta. Le sue grandi passioni sono lo scrittore John Fante e il regista Giuseppe Tornatore. Radio e televisione sono il suo terreno preferito. La vecchia Telecolor gli è rimasta nel cuore. Catanese di Adrano, ha un debole per la sua città. Su un’isola deserta porterebbe tutti i dischi di Lucio Battisti (la preferita è Anche per te).

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