Omicidio Agata Scuto, Cassazione annulla ergastolo per Rosario Palermo: “Condanna basata su illazioni”

Omicidio Agata Scuto, Cassazione annulla ergastolo per Rosario Palermo: "Condanna basata su illazioni"

Caso Agata Scuto, la Cassazione annulla l’ergastolo per Rosario Palermo: nuovo processo a Catania

CATANIA – La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza di condanna all’ergastolo emessa in secondo grado nei confronti di Rosario Palermo, il 65enne accusato di avere ucciso e poi occultato il cadavere di Agata Scuto, la 22enne scomparsa il 4 giugno 2012 da Acireale.

Il processo dovrà essere celebrato nuovamente davanti alla Corte d’assise d’appello di Catania, in diversa composizione, come disposto dalla Suprema Corte che ha accolto il ricorso presentato dalla difesa.

Il reato contestato era stato aggravato sia per le condizioni della vittima – affetta da epilessia e da una menomazione a un braccio – sia per i motivi ritenuti abietti. Secondo l’impianto accusatorio, il delitto sarebbe stato commesso per evitare che emergesse una presunta relazione segreta tra Palermo e la giovane, che sarebbe rimasta incinta.

L’uomo era stato condannato all’ergastolo sia in primo che in secondo grado. Contro la sentenza aveva presentato ricorso l’avvocato Giuseppe Lo Presti, del foro di Barcellona Pozzo di Gotto, la cui tesi è stata ora accolta dalla Cassazione.

«La decisione della Suprema Corte – ha commentato il penalista – certifica l’illogicità della condanna basata su illazioni e non su fatti certi. Siamo fiduciosi che il nuovo processo faccia chiarezza su quanto realmente accaduto».

Secondo la ricostruzione dell’accusa, Rosario Palermo – arrestato il 17 gennaio 2022 dai carabinieri – avrebbe ucciso la 22enne strangolandola per poi incendiarne il corpo in un casolare nelle campagne di Pachino, nel Siracusano. Tuttavia, il cadavere non è mai stato ritrovato, nonostante le ricerche condotte dai militari dell’Arma del Comando provinciale di Catania e della compagnia di Acireale.

L’inchiesta sul cold case ha avuto una svolta nel 2020, dopo una segnalazione anonima trasmessa alla trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?” su Rai 3, che indicava la presenza del corpo della giovane nella cantina dell’abitazione della madre. Un’ipotesi poi rivelatasi infondata a seguito degli accertamenti eseguiti dai carabinieri.

A indicare Palermo come responsabile era stata anche la madre della giovane, Maria Palermo, che aveva riferito di tensioni tra la figlia e l’uomo, raccontando episodi di gelosia e conflitti degenerati in aggressioni.

Attualmente Rosario Palermo resta detenuto nel carcere di Caltagirone, in attesa del nuovo giudizio.

Si ricorda che, allo stato, l’imputato è da considerarsi presunto innocente fino a eventuale condanna definitiva, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.

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