Giovani donne del Sud scelgono l’autoimpiego: “Fiducia nel futuro” trainata da Resto al Sud 2.0

Giovani donne del Sud scelgono l’autoimpiego: "Fiducia nel futuro" trainata da Resto al Sud 2.0

ROMA – Sempre più giovani scelgono di costruire il proprio futuro nel Mezzogiorno e, soprattutto, sempre più donne decidono di mettersi in gioco avviando un’attività imprenditoriale. Sono già oltre 2.200 le domande presentate per accedere agli incentivi di Resto al Sud 2.0, la misura introdotta dal Decreto Coesione per favorire la nascita di nuove imprese e attività professionali nelle regioni della Zona Economica Speciale (ZES) unica del Mezzogiorno.

Secondo i dati aggiornati al 15 maggio 2026, le richieste presentate hanno già raggiunto un valore complessivo di circa 153 milioni di euro, mentre altre 2.596 domande risultano ancora in fase di compilazione.

Le donne protagoniste della crescita

Uno degli aspetti più significativi emersi dai dati riguarda la forte partecipazione femminile. A differenza della misura Autoimpiego Centro-Nord, Resto al Sud 2.0 registra infatti una presenza molto più elevata di donne tra i richiedenti.

Le nuove imprese e i nuovi studi professionali finanziati saranno infatti per il 40% a conduzione femminile, una percentuale superiore di cinque punti rispetto a quella registrata nelle regioni del Centro-Nord.

«Un dato che fa emergere la sempre maggiore volontà di protagonismo delle donne nelle regioni del Sud», ha commentato la ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, :contentReference[oaicite:0]{index=0}.

Secondo la ministra, la crescita dell’imprenditoria femminile rappresenta un segnale positivo anche per l’occupazione, considerando che le aziende guidate da donne tendono storicamente a creare maggiori opportunità di lavoro dipendente.

Campania prima, Sicilia seconda

Sul piano territoriale è la :contentReference[oaicite:1]{index=1} a guidare la classifica con 1.140 giovani under 35 coinvolti nei progetti presentati.

Al secondo posto si colloca la :contentReference[oaicite:2]{index=2}, con 338 adesioni, seguita da :contentReference[oaicite:3]{index=3} (256) e :contentReference[oaicite:4]{index=4} (251).

Completano la graduatoria :contentReference[oaicite:5]{index=5} con 133 richieste, :contentReference[oaicite:6]{index=6} con 127, :contentReference[oaicite:7]{index=7} con 67 e :contentReference[oaicite:8]{index=8} con 42.

Voucher e contributi a fondo perduto

Tra gli strumenti maggiormente richiesti figurano i voucher a fondo perduto fino a 40 mila euro, elevabili a 50 mila in alcuni casi, scelti in 1.123 domande.

Altre 1.090 richieste riguardano invece il contributo a fondo perduto destinato a programmi di investimento fino a 200 mila euro.

Nel complesso, le richieste presentate a livello nazionale hanno raggiunto quota 3.417, per un valore di circa 200 milioni di euro, pari al 35% delle risorse complessivamente disponibili.

Turismo, servizi e innovazione in testa

Analizzando i settori scelti dagli aspiranti imprenditori emerge una forte concentrazione nel comparto turistico, che registra 889 domande.

Seguono i servizi alla persona con 753 richieste e i servizi alle piccole e medie imprese con 603 progetti.

Buona anche la partecipazione nei comparti manifatturiero, con 263 domande, e ICT, con 277 richieste, segnale di una crescente attenzione verso l’innovazione e la trasformazione digitale.

Il 75% delle domande riguarda la creazione di nuove imprese, mentre il restante 25% è riferito ad attività di lavoro autonomo o libero-professionali.

Resto al Sud 2.0, gestito da :contentReference[oaicite:9]{index=9} per conto del Ministero del Lavoro, si conferma così uno degli strumenti più importanti per incentivare l’occupazione giovanile e favorire la permanenza dei talenti nelle regioni meridionali.

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