Il Teatro greco-romano di Catania è un piccolo gioiello architettonico incastonato nel cuore del centro storico, a due passi dalla Cattedrale, e che ha una particolarità unica: al suo interno, sotto quella che un tempo era l’orchestra, scorre ancora ed è visibile l’Amenano, il fiume sotterraneo della città che un tempo scorreva in superficie e dopo le eruzioni e i terremoti del 1600, si è ingrottato.
Un fiume scorre sotto il teatro, un fiume che i catanesi considerano come un simbolo della forza e della continua volontà di rinascere.
Per questa ragione, in omaggio alla città, alla sua storia, alla sua millenaria cultura, l’Associazione DIDE con Michele Di Dio, ha pensato di dare a questo festival il nome di Amenanos e di riportare gli spettacoli dentro un luogo così bello e magico.
Amenanos Festival, negli anni è diventato una delle più significative nella valorizzazione del teatro classico in Sicilia, unevento di portata internazionale e di grande richiamo.
Quest’anno il festival ha riproposto in cartellone la Medea di Seneca con la regia di Daniele Salvo e Melania Giglio nel ruolo del titolo, e Prometeo incatenato di Eschilo dello stesso regista.
Il Prometeo, visto il primo di giugno, è stato uno spettacolo intenso ed elegante, allo stesso tempo struggente e filosofico, checonferma il profondo amore e la conoscenza dei classici del regista che ha compiuto una scelta coraggiosa: sottrarre anziché aggiungere, lasciando che siano la parola tragica, la forza degli interpreti e la maestosità del luogo a dominare.
Al centro della scena, nel semicerchio circoscritto da edifici e sovrastato da un frammento di cielo, emerge una piramide di ferro che sarà carcere dentro al quale verrà rinchiuso il dio che ha osato sfidare il padre Zeus e donare agli uomini il fuoco. Condotto in catene, condannato dall’editto divino e dalla inesorabile Ananke – la Necessità, presenza resa qui visibile e potentissima che attraversa l’intera tragedia, interpretata da Salvo Lupo che recita in greco e sovrasta l’azione scenica- un magistrale Giancarlo Latina, che dà vita a un Prometeo fiero, dolorosamente umano e allo stesso tempo titanico. La sua interpretazione evita ogni enfasi retorica, ogni declamazione solenne, ma restituisce il valore di un personaggio che resiste alla tirannide di Zeus con la sola forza della propria coscienza.
Il dio non è soltanto il benefattore dell’umanità, ma il testimone di un passaggio storico e cosmico tra vecchi e nuovi ordini di potere. Prometeo è colui che contribuì alla vittoria di Zeus, consigliandolo e sostenendolo nella lotta contro i Titani, per poi diventare egli stesso vittima della sua tirannide.
Potente l’interpretazione di Latina in questo ricordo che nonguarda soltanto al passato, ma prefigura il futuro, quello suo e quello dell’umanità.
Nel ruolo di Io, vittima innocente della volontà divina e simbolo della sofferenza umana di fronte all’arbitrio del potere, Melania Giglio che introduce una dimensione profondamente emozionantenella tragedia, contrapponendo alla fermezza eroica del Titano la fragilità di una donna costretta a un interminabile pellegrinaggio e rendendo il dramma ancora più universale e vicino alla sensibilità contemporanea con la sua commovente potenza scenica.
Alcuni, pochi effetti di scena: luci, nebbie e musiche contribuiscono a costruire un’atmosfera sospesa. Le Oceanine (con costumi azzurro mare, di Daniele Gelsi), che costituiscono il coroe gli altri personaggi che accompagnano il percorso del Titano, come Hermes ed Efesto interpretati da Simone Ciampi , e Oceano,Michele Lisi.
Così uno dei testi tragici più antichi si è fatto momento di riflessione su temi eterni quanto l’umanità grazie alla magia di un luogo valorizzato che diventa tempio di cultura.
Prometeo Incatenato di Eschilo all’Amenanos Festival di Catania
Regia di Daniele Salvo
Interpreti: Giancarlo Latina (Prometeo), Melania Giglio (Io), Michele Lisi (Oceano), Simone Ciampi (Efesto, Hermes),
Valentina Corrao, Cinzia Cordella, Marcella Favilla, CarlottaMangione, Francesca Maria, Beatrice Ronga, Elisa Zucchetti, (Le Oceanine), Salvo Lupo (Ananke)
Assistente alla regia: Matteo Fiori
Costumi: Daniele Gelsi. Scene: Fabiana Di Marco
Produzione: Amenanos Festival Associazione Culturale DIDE
Teatro greco-romano di Catania dal 29 maggio all’1 giugno 2026
