Privatizzazione aeroporto Catania: tra i big italiani e internazionali in corsa ci sono Corporacion America, Save, F2i e Mundys

Privatizzazione aeroporto Catania: tra i big italiani e internazionali in corsa ci sono Corporacion America, Save, F2i e Mundys

CATANIA – Entra nel vivo il processo che potrebbe portare alla privatizzazione della maggioranza di SAC, la società che gestisce gli aeroporti di Catania Fontanarossa e Comiso. Il prossimo 15 giugno scadrà infatti il termine per la presentazione delle manifestazioni preliminari di interesse da parte dei soggetti intenzionati ad acquisire una quota di controllo della società aeroportuale siciliana.

Secondo indiscrezioni riportate dall’agenzia Radiocor, tra i principali protagonisti attesi figurano importanti operatori del settore aeroportuale nazionale e internazionale. In prima linea ci sarebbe Corporacion America, gruppo che già controlla Toscana Aeroporti, mentre tra gli operatori italiani emergono i nomi di Save, gestore dello scalo di Venezia, e di F2i Aeroporti, società controllata dal fondo infrastrutturale F2i.

A seguire con attenzione il dossier sarebbe anche Mundys, il gruppo che attraverso Aeroporti di Roma gestisce lo scalo di Fiumicino e che da tempo monitora opportunità di crescita nel comparto aeroportuale e della mobilità.

Interesse anche dall’estero

La procedura avrebbe suscitato l’attenzione non soltanto di operatori europei ma anche di investitori provenienti da Paesi extra Unione Europea. La stessa SAC aveva comunicato nelle scorse settimane di aver prorogato il termine inizialmente fissato al 4 giugno proprio a causa dell’elevato numero di richieste di chiarimento ricevute da potenziali partecipanti.

Tra i soggetti che guarderebbero con interesse agli aeroporti siciliani figurano anche il fondo sovrano di Abu Dhabi ADQ e Vinci Airports, uno dei più importanti operatori aeroportuali a livello mondiale.

In vendita una quota tra il 51% e il 61%

Una volta raccolte le manifestazioni di interesse, saranno gli azionisti pubblici di SAC a decidere l’effettiva quota da cedere al mercato.

Attualmente la compagine societaria vede la Camera di Commercio del Sud Est Sicilia detenere circa il 60,64% del capitale sociale. Seguono la Città Metropolitana di Catania, il Libero Consorzio Comunale di Siracusa e l’Irsap, ciascuno con una partecipazione pari a circa il 12,12%. Completano il quadro il Comune di Catania con il 2,02% e il Comune di Comiso con lo 0,96%.

L’ipotesi più accreditata prevede la vendita di una quota di maggioranza pari almeno al 51%, ma secondo diverse indiscrezioni la partecipazione potrebbe arrivare fino al 61%. L’operazione avrebbe un valore stimato compreso tra 500 e 600 milioni di euro.

Governance e ruolo dei soci pubblici

Parallelamente alla definizione della quota da cedere, gli enti pubblici dovranno approvare i principi di governance che disciplineranno i rapporti tra il futuro socio privato e gli azionisti pubblici di minoranza.

Lo schema allo studio ricalcherebbe quello già adottato in altre operazioni analoghe: al socio di maggioranza verrebbe attribuita la nomina dell’amministratore delegato, mentre la presidenza resterebbe espressione dei soci pubblici.

Piano da 1,3 miliardi di euro

Elemento centrale dell’operazione sarà il piano industriale che accompagnerà la gara. Il documento prevede investimenti complessivi per circa 1,3 miliardi di euro destinati al potenziamento e alla modernizzazione dei due scali siciliani.

Tra gli interventi programmati figurano l’ampliamento del Terminal A di Fontanarossa, la realizzazione dei nuovi Terminal B e C, una nuova pista di atterraggio, l’espansione delle aree parcheggio, il miglioramento dei collegamenti con il trasporto pubblico e la creazione di una nuova area dedicata ai taxi per alleggerire la viabilità aeroportuale.

Le prossime tappe

Dopo la raccolta delle manifestazioni di interesse si aprirà la seconda fase della procedura, che comprenderà la verifica dei requisiti dei candidati, l’accesso alla data room e la presentazione delle offerte non vincolanti.

Tenendo conto della pausa estiva, questa fase dovrebbe concludersi entro la fine di settembre. Successivamente si passerà alla fase finale della selezione, con l’aggiudicazione prevista entro la fine dell’anno.

Se il cronoprogramma sarà rispettato, il 2026 potrebbe rappresentare una svolta storica per il sistema aeroportuale siciliano, con l’ingresso di un partner industriale destinato a guidare lo sviluppo futuro degli scali di Catania e Comiso.

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