Chieda scusa a mia figlia Giordana, vittima di femminicidio: la lettera della madre Vera Squatrito a Vannacci

Chieda scusa a mia figlia Giordana, vittima di femminicidio: la lettera della madre Vera Squatrito a Vannacci

Vera Squatrito contro Vannacci: «Chieda scusa a mia figlia Giordana e a tutte le vittime di femminicidio»

NICOLOSI – Una lettera aperta carica di dolore, indignazione e memoria. È quella pubblicata sui social da Vera Squatrito, madre di Giordana Di Stefano, la giovane di 20 anni uccisa a Nicolosi nel 2015 dall’ex fidanzato.

La donna si rivolge direttamente all’europarlamentare Roberto Vannacci, contestando alcune sue recenti affermazioni sul tema del femminicidio e chiedendo rispetto per le vittime e per le loro famiglie.

«Chieda scusa a mia figlia»

Nel lungo messaggio pubblicato su Facebook, accompagnato da una fotografia della tomba della figlia, Vera Squatrito ricorda il dramma vissuto dalla propria famiglia.

«Chieda scusa a mia figlia Giordana, vittima di femminicidio, uccisa con 48 coltellate dall’uomo che diceva di amarla. Un femminicidio compiuto con premeditazione e crudeltà, una ferocia che ha distrutto per sempre la nostra famiglia», scrive.

La donna richiama anche il dolore della figlia della vittima, rimasta senza madre.

«Chieda scusa alla sua bambina, privata della madre da una violenza assassina. Una bambina costretta a crescere con un’assenza che nessun amore potrà mai colmare completamente».

Il richiamo al rispetto delle vittime

Nel suo intervento, Vera Squatrito sottolinea il peso delle parole utilizzate nel dibattito pubblico quando si affrontano temi legati alla violenza di genere.

«Le parole hanno un peso. Quando si minimizza la violenza contro le donne o si svilisce la gravità del femminicidio, si manca di rispetto a chi è stato ucciso e a chi ogni giorno convive con una ferita che non guarirà mai».

La madre di Giordana evidenzia come nessuna dichiarazione possa restituire ciò che è stato perduto.

«Mia figlia non tornerà. Nessuna scusa potrà restituirci il suo sorriso, la sua voce, il suo abbraccio».

«Un dovere morale per chi ricopre ruoli pubblici»

La lettera si conclude con un appello alla responsabilità istituzionale e al rispetto della memoria delle vittime.

«Il rispetto per la sua memoria e per tutte le vittime dovrebbe essere un dovere morale per chiunque ricopra ruoli pubblici».

Parole che si trasformano in una richiesta rivolta non solo al destinatario della lettera, ma all’intero dibattito pubblico.

«Noi familiari delle vittime sappiamo cosa significa vivere una condanna senza fine. Ogni giorno è una sentenza che si rinnova».

Il caso Giordana Di Stefano

La vicenda di Giordana Di Stefano ha profondamente segnato la Sicilia e l’opinione pubblica nazionale.

La giovane, originaria del Catanese, fu uccisa nel 2015 a Nicolosi dall’ex compagno al termine di una relazione già segnata da episodi di violenza.

Da allora Vera Squatrito è diventata una delle voci più attive nella sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, partecipando a iniziative pubbliche, incontri nelle scuole e campagne dedicate alla prevenzione dei femminicidi.

La sua nuova presa di posizione riporta al centro dell’attenzione il tema del rispetto delle vittime e delle loro famiglie nel confronto politico e sociale sul fenomeno della violenza di genere.

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