Scandalo Cefpas, Gallo Afflitto si avvale della facoltà di non rispondere. Il legale: “Nessun accordo corruttivo”

Scandalo Cefpas, Gallo Afflitto si avvale della facoltà di non rispondere. Il legale: “Nessun accordo corruttivo”

Inchiesta Cefpas, Gallo Afflitto non risponde al gip: «Nessun accordo corruttivo»

CALTANISSETTA – Si è avvalso della facoltà di non rispondere il deputato regionale di Forza Italia Riccardo Gallo Afflitto, comparso davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Caltanissetta nell’ambito dell’inchiesta che coinvolge il Cefpas.

L’interrogatorio preventivo si è svolto davanti al gip Santi Bologna.

La Procura ha richiesto nei confronti dell’esponente politico la misura della custodia cautelare in carcere, contestando i reati di corruzione e ipotizzando il suo ruolo centrale in un presunto sistema basato su favori, assunzioni e affidamenti.

La strategia difensiva

A rendere nota la posizione dell’indagato è stato il suo difensore, l’avvocato Lillo Fiorello.

Secondo il legale, il parlamentare regionale ha scelto di non rispondere alle domande del giudice, depositando però una memoria scritta nella quale ha illustrato la propria versione dei fatti.

«Ha depositato un’articolata nota scritta a sua firma con cui ha illustrato i passaggi fondamentali della richiesta del pubblico ministero, sostenendo di non aver stretto alcun accordo corruttivo», ha spiegato Fiorello.

«Nessun do ut des»

La difesa contesta integralmente l’impianto accusatorio e nega l’esistenza di qualsiasi patto illecito.

«Confidiamo che non venga applicata alcuna misura cautelare, perché riteniamo insussistenti questi accordi», ha affermato il legale.

Secondo la ricostruzione difensiva, le segnalazioni contestate riguarderebbero esclusivamente collaborazioni legittime.

«Con le giovani ragazze non c’era alcun do ut des. Si tratta di segnalazioni per contratti pienamente legittimi che il Cefpas poteva stipulare e che rientravano nella discrezionalità del direttore», ha aggiunto Fiorello.

Le contestazioni della Procura

Gli inquirenti ipotizzano invece l’esistenza di un più ampio accordo corruttivo che, secondo l’accusa, avrebbe coinvolto Gallo Afflitto insieme ad altri soggetti.

Una ricostruzione che la difesa respinge con decisione.

«Non è contestato alcun accordo con i singoli, bensì la segnalazione nell’ambito di un presunto patto corruttivo che, secondo l’accusa, lo avrebbe legato ad altri indagati. È una tesi che contestiamo integralmente», sostiene il legale.

«Solo sette segnalazioni»

La difesa evidenzia inoltre come il numero delle segnalazioni contestate sia estremamente limitato rispetto all’attività complessiva dell’ente.

«Non ravvisiamo alcuna serialità nelle richieste dell’onorevole Gallo Afflitto: sono soltanto sette, a fronte di centinaia di migliaia di contratti di collaborazione coordinata e continuativa stipulati dal Cefpas», ha sottolineato Fiorello.

Secondo il difensore, tutti i contratti oggetto dell’inchiesta sarebbero stati formalmente regolari e non sarebbero mai stati dichiarati illegittimi.

Attesa per la decisione del gip

Nelle prossime ore il giudice sarà chiamato a valutare la richiesta avanzata dalla Procura e la documentazione depositata dalla difesa.

L’inchiesta sul Cefpas continua intanto a svilupparsi e coinvolge diversi soggetti la cui posizione è attualmente al vaglio degli investigatori.

Resta fermo il principio della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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