ZAFFERANA ETNEA – Telecamere nascoste, appostamenti e mesi di osservazione hanno consentito ai Carabinieri della stazione di Zafferana Etnea di individuare i presunti responsabili di una serie di episodi di abbandono di rifiuti e deturpamento ambientale nella frazione di Pennisi. Al termine delle indagini, quattro persone sono state denunciate all’autorità giudiziaria.
L’attività investigativa è scattata dopo alcune segnalazioni relative all’abbandono di rifiuti speciali e non lungo via Salemi Pennisi, nella zona periferica al confine tra i comuni di Zafferana Etnea e Aci Sant’Antonio, un’area sottoposta a vincolo paesaggistico.
Telecamere occulte per incastrare i responsabili
Per contrastare il fenomeno, i militari hanno installato sistemi di videosorveglianza nascosti che hanno consentito di documentare quattro distinti episodi avvenuti tra marzo e aprile.
Il primo risale al 14 marzo, quando un 84enne di Aci Sant’Antonio è stato ripreso mentre scaricava dalla propria utilitaria un sanitario in ceramica, abbandonandolo sul ciglio della strada.
Il 6 aprile, invece, le telecamere hanno immortalato un 33enne, anch’egli residente ad Aci Sant’Antonio, che dopo aver parcheggiato un piccolo crossover ed essersi inoltrato in un’area boschiva insieme al proprio cane, si è allontanato. Poco dopo, le immagini hanno registrato una colonna di fumo proveniente dalla stessa zona. Da lì si è sviluppato un incendio che ha richiesto l’intervento dei Vigili del Fuoco e dei residenti per essere domato.
L’8 aprile sono stati documentati altri due episodi. Nel primo caso una 64enne di Tremestieri Etneo è stata ripresa mentre prelevava una busta dal bagagliaio della propria auto per lanciarla oltre il muretto di confine dell’area.
Poco dopo, un 62enne di origini straniere residente a Catania, arrivato con un pick-up, avrebbe scaricato diversi rifiuti dal cassone del veicolo, gettandoli nello stesso punto.
Quattro denunce, una anche per combustione illecita
Sulla base degli elementi raccolti dai Carabinieri, tutti e quattro gli indagati sono stati denunciati, ferma restando la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva, per i reati di abbandono di rifiuti, deturpamento di bellezze naturali e, nei casi contestati, combustione illecita di rifiuti.
In particolare, il 33enne dovrà rispondere anche della specifica accusa di combustione illecita di rifiuti, in relazione all’incendio sviluppatosi subito dopo il suo passaggio nell’area boschiva.
L’operazione conferma l’impegno dell’Arma nel contrasto ai reati ambientali e nella tutela delle aree di particolare pregio naturalistico del territorio etneo.
