Prosegue l’attività effusiva iniziata il 26 giugno: nessuna esplosione alla Voragine, monitoraggio costante con droni
ETNA – Prosegue senza particolari variazioni l’attività effusiva dell’Etna, iniziata lo scorso 26 giugno. A confermarlo è l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), che nelle ultime ore ha effettuato un sopralluogo nell’area sommitale del vulcano, utilizzando anche droni per seguire da vicino l’evoluzione della colata lavica.
La colata alimentata da una bocca a 3.030 metri
Secondo quanto rilevato dai vulcanologi, la colata è alimentata da una bocca eruttiva situata a circa 3.030 metri di quota.
Nel tratto più a valle il flusso lavico si divide in due rami principali, mentre il fronte più avanzato ha raggiunto quota 2.800 metri sul livello del mare.
Nessuna attività esplosiva alla Voragine
Nel corso del sopralluogo non è stata osservata alcuna attività esplosiva al cratere della Voragine.
I tecnici hanno rilevato esclusivamente un intenso degassamento, fenomeno tipico delle fasi effusive che non presentano significative esplosioni.
Parametri geofisici stabili
Anche il monitoraggio strumentale conferma un quadro sostanzialmente stabile.
Il tremore vulcanico continua a mantenersi su valori medi, mentre l’attività infrasonica resta localizzata nell’area del cratere di Nord Est.
Le reti geodetiche, inoltre, non hanno evidenziato deformazioni significative dell’edificio vulcanico, elemento che conferma l’assenza di variazioni rilevanti nell’attuale fase eruttiva.
Nel complesso, secondo l’INGV, tutti i principali parametri geofisici risultano coerenti con il proseguimento di un’attività effusiva di moderata intensità, costantemente monitorata dagli esperti.
Foto: Sharm Appel / Unsplash.
